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In centro America trema la terra

Le notizie di cronaca sono sempre in primo piano nei mezzi di comunicazione, così non è difficile scoprire che il Guatemala, mercoledì 7 novembre è stato colpito da un violento terremoto di 7.4 gradi Richter che ha causato 52 morti, 22 persone scomparse, più di 250 feriti, 3000 evacuati e 762 sfollati, cifre dell’ultima ora ma che sono in costante evoluzione. Stupiti e preoccupati per l’ennesima tragedia che colpisce il Guatemala, le nostre domande trovano una risposta solo dopo aver letto una mail di Rony,nostro collaboratore locale,  che ci scrive per tranquillizzarci che almeno in Petén, la regione in cui AMKA opera , la scossa non è stata avvertita.
Al telefono i compagni peteneri che per lavoro sono costretti a viaggiare in tutto il Paese, ci raccontano invece degli eterni minuti di terrore vissuto. Il terremoto, con epicentro nell’Oceano Pacifico, ha colpito tutta la zona ad occidente, in particolare modo i dipartimenti di San Marcos, Quiché, Quetzaltenango e Huehuetenango.
Il presidente guatemalteco, Otto Pérez Molina, ha dichiarato lo stato di calamità nelle regioni devastate dalla forte scossa. “Lo stato di calamità è decretato per 30 giorni, ci aspettiamo che in questo periodo possa aumentare la percentuale dei danni” così ha commentato Pérez sulla rete sociale di Twitter. In Guatemala i terremoti non sono eventi inusuali ma un sisma così forte non si registrava dal 4 febbraio del 1976, quando persero la vita più di 23 mila persone e più di un milione restarono senza casa.
Una tragedia nazionale che speriamo non venga ricordata solo durante l’attuale stato d’emergenza, ma che continuerà ad essere una priorità fin quando non si saranno portati a termine tutti gli aiuti di ricostruzione post-terremoto.

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