Un viaggio che continua: la mia esperienza di volontariato internazionale in Congo

Un viaggio che continua: la mia esperienza di volontariato internazionale in Congo

Francesco ha partecipato al corso di formazione al volontariato internazionale 2024 e la scorsa estate è stato sul campo, dove ha coinvolto il corpo docente delle scuole di AMKA e lo staff dei Centri di Salute in un corso di informatica. Questo è il racconto del suo viaggio e della sua esperienza come volontario. 

Il primo incontro con AMKA

Sono entrato in AMKA spinto dalla voglia di mettermi alla prova, dalla curiosità, ma soprattutto dall’amicizia.
Ho varcato la soglia in punta di piedi, con discrezione, timidezza, quasi con riguardo, per poi essere catapultato in un vortice di energia, sorrisi, racconti e persone.
Una famiglia che ti accoglie a braccia aperte, che condivide valori, sentimenti e una visione di futuro. Quella singola amicizia si è propagata a macchia d’olio.

Il viaggio in Repubblica Democratica del Congo

Con la stessa riverenza ho sceso, passo dopo passo, i gradini della scala dell’aereo atterrato a Lubumbashi. E con la stessa energia e lo stesso amore, io e i miei compagni siamo stati accolti dall’équipe di AMKA Katanga. Questa volta, però, ad attenderci c’erano colori diversi, suoni nuovi, più rumore, più polvere, più lingue, ma soprattutto più sorrisi: quelli di Flavie, Faty, Augustin e Karyl, pronti a condividere un pezzo della loro vita con noi e a raccontarci cosa significhi vivere in un’altra parte di mondo.

Il progetto di informatica

Fin dal primo incontro con l’équipe di Kanyaka ho capito che il progetto di “informatica” che avevamo immaginato prima della partenza si sarebbe trasformato ed evoluto.
Ogni mattina, nel villaggio, lavoravo con i professori della scuola secondaria, spiegando il funzionamento del computer e insegnando l’uso dei programmi di scrittura. Nel pomeriggio, ripetevo le lezioni al centro di salute, insieme alla dottoressa e agli infermieri.

Le sfide e le soluzioni

In origine, il progetto era nato come supporto al programma di malnutrizione, con l’obiettivo di trasferire in modo accurato i dossier medici dei bambini malnutriti da Kanyaka a Roma. Tuttavia, il tempo trascorso con la nostra nutrizionista, Karyl, era sempre troppo poco: c’era troppa voglia di imparare, troppa energia nella scuola e nel centro di salute per non proseguire con le lezioni per tutti.

Nonostante le poche ore di lavoro fianco a fianco e le difficoltà dovute alla scarsità di elettricità e alla limitata connessione internet, con Karyl abbiamo trovato soluzioni semplici, efficaci e ripetibili per costruire e trasmettere i registri della malnutrizione ad AMKA Italia.
Purtroppo, le tre settimane sono volate via troppo in fretta e, al rientro in Italia, mi sono rimproverato di non essere riuscito a completare gli elenchi con lei, come da programma.

Un legame che va oltre il viaggio

Diverse settimane dopo il mio ritorno però, una mattina, mentre facevo colazione sul terrazzo di casa, ho ricevuto un messaggio vocale da Karyl: “Bonjour Francesco, comment tu vas? Je te dis: aujourd’hui j’ai envoyé à Monica le premier lot que j’ai travaillé à l’UNS. J’ai envoyé toutes les fiches et les photos d’août par mail. Je continue à faire et je ferai mieux.” (Buongiorno Francesco, come stai? Oggi ho inviato a Monica il primo pacchetto su cui ho lavorato per l’UNS. Ho mandato tutte le schede e le foto di agosto via mail. Continuerò a farlo e a farlo meglio.)

Mai avrei pensato che, dopo tutte quelle giornate trascorse nel villaggio di Kanyaka, la commozione più grande l’avrei provata sul mio terrazzo di casa: immobile, con il cellulare in una mano, la tazza nell’altra, gli occhi lucidi e un nodo in gola.

Da quel messaggio ho capito che il percorso iniziato con AMKA non sarebbe iniziato e finito con un biglietto aereo: le storie e le persone che ho incontrato sono diventate parte della mia nuova vita.

Francesco Tessitore