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Un ponte da Roma Nord al Sud del Mondo.

Si è svolta lo scorso venerdi 21 settembre , in occasione della giornata mondiale della pace, la notte della solidarietà a Ponte Milvio nel XX Municipio. AMKA e Progetto Continenti hanno scelto un modo nuovo per parlare di cooperazione e volontariato.

Venerdì scorso, è stato un venerdì  sera diverso a Ponte Milvio; almeno per alcuni possiamo affermare che si è trattato di una bella novità.
In una delle location più alla moda e più “popolata”  della vita capitolina per una giornata si è respirato nell’aria qualcosa di diverso. AMKA insieme a Progetto Continenti hanno scelto, infatti, di “portare in piazza” i loro progetti e di parlare di cooperazione internazione e impegno al volontariato. Una scelta ardita quanto poco in linea con i movimenti del territorio e il clima attuale di questa parte della città,ma forse riuscita!
L’evento ha racchiuso momenti di riflessione e di dialogo insieme al divertimento e al coinvolgimento dei cittadini del territorio. Quattro sono state le band che hanno messo a disposizione la loro musica per i progetti,  dando l’occasione di presentare il lavoro che le due associazione fanno da anni nei Paesi del Sud del  mondo. Ogni band che ha suonato sulle rive del Tevere ha rappresentato una tematica e un progetto: acqua , salute, istruzione e microcredito. Sono queste infatti, le leve per l’obiettivo ultimo del cambiamento delle condizioni di vita delle popolazioni del Sud.
Cosa rende questa manifestazione, realizzata grazie al contributo del XX municipio, diversa e dall’obiettivo ardito? Le sue finalità.
Speriamo davvero che l’evento “Oltre il ponte sul mondo” sia stato non solo mettere in piazza il lavoro che associazioni svolgono da anni  con risultati concreti ma soprattutto, come lo svolgono e quale ruolo ha la cooperazione.
Il rischio sempre più forte del luogo comune legato al terzo settore è credere che “la beneficienza e l’aiuto ” siano fatti solo da un animo buono e forza di volontà. Venerdì, si è presentata l’occasione per sottolineare quanta professionalità e necessità di soluzioni strutturate si “ nascondono” dietro un progetto di cooperazione internazionale e quante sono le modalità d’intervento. 
Sicuramente non è mancata la voglia di dire che molto del lavoro fatto, è  e sarà possibile, grazie alla partecipazione attiva dei volontari e la serata interamente realizzata grazie al loro aiuto, ne è stata la dimostrazione ultima.
Avvicinare i progetti alla gente, raccontare realtà che sembrano lontane ma nella consapevolezza moderna di un mondo globalizzato, in verità sono poi estremamente vicine da ritenere ogni cittadino responsabile di queste situazioni;capire inoltre che la partecipazione attiva è il mezzo per arrivare insieme a risultati concreti.
Dedicare tempo, risorse, sostegno economico a chi si occupa di migliorare le condizioni di vita del Sud del mondo non è solo un modo per coscientizzare il proprio vissuto ma contribuisce al circolo virtuoso del cambiamento.

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