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Solange non è più sola

Solange ha ventinove anni ed è venuta al centro di salute di Kanyaka quando le sue due bambine avevano già i brividi della febbre tifoide. Nella pancia la terza bambina, a meno di due mesi dal parto, risponde alla sua irrequietezza senza traccia, scalciando piano.
Non è abituata a dormire su un letto vero e nei pomeriggi di caldo torrido preferisce stendersi sul battuto dell’ingresso con le bambine al fianco, dice che così è più fresco. Che il medico si rassegni.

Il marito l’ha lasciata senza dare giustificazioni, probabilmente per trascorrere il periodo delle piogge dalla prima moglie e tornare quando sarà il tempo del raccolto. In Congo funziona così.
Sola, confessa di non avere i venti dollari per pagare le cure delle figlie. L’ospedale l’aiuterà gratuitamente, basta che accetti di dormire sul letto del reparto.

Fa finta di promettere che sarà così, accennando un leggero sorriso ironico.

Guglielmo, da più di tre mesi si trova in Congo e sta svolgendo attività di volontariato per la nostra associazione. Partecipa alle attività sul campo, segue e monitora tutti i progetti, compreso il programma di tutela della salute e lotta alla malnutrizione.
Alcuni giorni fa, l’incontro con Solange nel Centro si Salute. Guglielmo racconta la sua storia con la sensibilità e la gentilezza che, sempre, lo contraddistinguono.

Ora Solange non è più sola, ci siamo noi con lei. Stiamo curando le sue bimbe affinchè possano guarire, tornare alla vita normale e aspettare la nascita del fratellino. Quella di Solange è una storia che accomuna tante giovani in Congo, dove essere donna è una sfida che si rinnova ogni giorno.

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