07/08/2018, ore 7:00.
La sveglia suona, apro con fatica gli occhi, stanca ancora dal lungo viaggio Roma-Addis Abeba-Lubumbashi. Allungo un braccio sopra la testa per stiracchiarmi, mi guardo intorno. Dal soffitto pende un gancio a cui รจ appesa una zanzariera che ricade sul mio letto, con cui a quanto pare stanotte ho litigato. Le quattro mura della stanza sono grezze e spoglie ma cโรจ una luce particolare che invade quel piccolo ambiente: una luce calda, accogliente, rassicurante. Rassicurante e forse non รจ un caso, perchรฉ le domande nella mia testa sono tante, la curiositร mi pervade: รจ il mio primo risveglio a Lubumbashi, Repubblica Democratica del Congo, e ciรฒ che mi aspetta fuori dalla porta รจ la mia prima giornata sul campo con i bimbi del villaggio di Mose, nellโarea di Mabaya, a pochi chilometri dal confine con la Zambia. Io ed i miei compagni di viaggio abbiamo preparato con minuzia le attivitร di prescolarizzazione da svolgere con i bambini, ma concretamente come funzionerร ? A che ora arriveremo al villaggio? Chi conosceremo? Sarรฒ in grado?
A marzo 2018 sono entrata in contatto per la prima volta con la realtร AMKA e con le meravigliose persone che compongono questa famiglia, tanto variegata quanto unita nella convinzione che un mondo piรน giusto รจ possibile, ed oggi eccomi qui, al primo giorno in Congo, pronta a vivere ed accogliere a braccia aperte questa esperienza, con tutte le sue sfumature.
Giร , perchรฉ di sfumature si tratta: da quelle pastello della tenerezza e spontaneitร di un bambino che ti prende per mano e ti sorride timidamente, per passare a quelle piรน decise, rosse o aranciate proprio come la terra congolese, della gioia che riempie occhi e cuore nel vedere i bambini rincorrersi spensierati tra un gioco e lโaltro; fino a scendere negli abissi delle sfumature piรน tetre, come lโangoscia e lโamarezza nellโosservare un papร in sella alla sua bici, carica di chili e chili di carbone, che ogni giorno percorre chilometri di strada Kasumbalesa, dal villaggio in cui vive alla cittร , Lubumbashi, andata e ritorno, โsoloโ per portare a casa qualche dollaro in piรน per la sua famiglia.

Testimonianza Giulia Valletti
Perchรฉ questo non รจ solo un viaggio fatto di chilometri percorsi e continenti attraversati in volo, bensรฌ un viaggio nel nostro profondo. Un viaggio per cui parti con pesanti bagagli, pieni di pensieri ed aspettative, oltre che di indumenti traspiranti e fedeli spray antizanzare, ma da cui torni con nientโaltro che lโessenziale. Al ritorno, le tue valigie saranno arricchite da ciรฒ che il tuo cuore ha vissuto ed i tuoi occhi hanno visto lรฌ, ma ti renderai conto che i bagagli sono comunque leggeri. Riporti con te in Italia le mattinate passate con i bambini nei villaggi, tra giochi e lettere dellโalfabeto; i loro sorrisi ed occhi profondi; le canzoncine imparate a memoria con i maestri, che poi finisci per cantare anche tu in un arrangiatissimo swahili; lโaffetto della famiglia AMKA Katanga; le chiacchierate e gli scambi di idee con i preziosi compagni di viaggio; lโaccoglienza di un popolo che continua a ballare e cantare incessantemente sotto la โpioggiaโ della loro miseria. Scopri che, in fondo, ricevi moltissimo, rispetto a ciรฒ che dai. Impari a lasciare andare pensieri e preoccupazioni inutili ed al posto loro accogli tutto ciรฒ che un viaggio del genere รจ in grado di offrirti.
Spengo la sveglia del cellulare, scosto la zanzariera e mi metto a sedere sul bordo del letto. Di lร qualcuno รจ giร in piedi. Dalla piccola finestra che fa filtrare i raggi del sole, coperta da uno sgargiante rettangolo di โpagneโ improvvisato a tenda, si riescono a sentire tanti suoni differenti: clacson, gente che discute animatamente, rumba congolese che proviene da casse gracchianti.
Primo giorno in Congo: mi sento a casa. E proprio come la parola swahili โAMKAโ suggerisce, capisco che รจ ora di โsvegliarsiโ.
Giuliaย Valletti, volontaria AMKA 2018
