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Racconti di scuola dal Guatemala…. una lezione speciale

La sveglia in Guatemala suona presto. Sono le 5:30 del mattino ed oggi abbiamo una lezione alla scuola popolare di Nuevo Horizonte (Petén). La scuola popolare, senza nessun finanziamento e sostegno del governo guatemalteco ma solo grazie all’impegno della cooperativa e ad aiuti internazionali, sostiene l’educazione personale e sociale dei giovani attraverso un metodo che privilegia la presa di coscienza della realtà, la partecipazione, la condivisone e il dialogo.
Siamo un po’ nervose ed emozionate ma la giornata inizia bene, sia grazie all’incoraggiamento delle persone della comunità, sia grazie ad una colazione di latte caldo e banane cotte che ci concede la giusta energia. Prima di andare a scuola, terminiamo di preparare il materiale per il laboratorio: cartelloni, colori e colla. Oggi lezione interattiva sulle energie rinnovabili e con Francesca abbiamo creato ex novo un gioco da realizzare con le tre classi del basico (medie).
Dopo una riunione con i giovani professori di Nuovo Horizonte, Balbin e Armando, decidiamo di riunire le tre classi in un’unica aula. I ragazzi del basico frequentano la scuola a settimane alterne (in questo modo possono conciliare lo studio al lavoro) ed hanno lezione sia al mattino sia nel pomeriggio.
Dopo la pausa pranzo i ragazzi rientrano a scuola pronti per iniziare il laboratorio che abbiamo preparato. Con noi Balbin, il professore che insegna sia nella primaria che nella secondaria, che ci aiuta a gestire le classi e a spiegare le “regole del gioco”. Iniziamo a parlare delle differenze tra le diverse fonti energetiche, con l’obiettivo di stimolare una riflessione critica sul concetto di sostenibilità. L’aula è grande e fa caldo, ma i ragazzi sono curiosi e ascoltano attenti.
Dopo uno scambio di domande e risposte prende il via il gioco, che consiste nel realizzare un luogo sostenibile attraverso l’acquisizione di risorse, ambientali e sociali, che i ragazzi hanno dovuto “acquistare” con i mezzi economici a loro disposizione (che altro non sono che monete attentamente stampate e tagliate dalle sottoscritte!).
Il tempo trascorre veloce, ormai siamo in classe da più di 4 ore, i ragazzi, divisi in gruppi, ci fanno decine di domande e di riflessioni acute, mentre il maestro ci mantiene in vita con una limonata fresca..
Dopo la presentazione e discussione dei lavori realizzati terminiamo il laboratorio, soddisfatte per l’interesse dimostrato, salutiamo e ringraziamo los patojos (i giovani). Uscite dall’aula più ricche di prima (anche se il ruolo da “insegnanti” era il nostro) i ragazzi si intrattengono a parlare con noi e ci invitano ad una partita di pallavolo ed alla proiezione di un film, attività che rientra nei piccoli progetti di raccolta fondi organizzate dai giovani di Nuevo Horizonte per contribuire, anche se in piccola parte, alla sostenibilità della scuola.
Ed è proprio qui che comprendi la bellezza della cooperativa di Nuevo Horizonte…
La vita in comunità consente una condivisione totale delle esperienze, che rende assai concreti i rapporti interpersonali, infatti la parola d’ordine, ripetuta più volte durante tutto il giorno, è compartir (condividere).
Siamo in comunità da solo una settimana, ed ogni giorno che trascorre ci permette di scoprire cose nuove grazie a persone che ti donano infinite emozioni, proprio come è accaduto con i 40 ragazzi del basico..

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