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Racconti a distanza: Kisimba sta male!


Pierfrancesco, ci racconta dal Congo i suoi giorni da volontario. Una delle storie che AMKA affronta per salvare la vita di tanti bambini, ma oggi è il piccolo Kisimba.

Kisimba ha quasi 5 anni. Ieri era seduto su un gradino sotto la tettoia del centro sanitario di Kanyaka. Era evidentemente debole e triste. Ha subito catalizzato l’attenzione e le coccole dei volontari. I 120 kg che a stento riescono ad avvolgere il cuore grande di Max, debordavano rispetto al un corpicino 12 volte più piccolo di Kisimba che non sorrideva e non si sottraeva, aveva “pensieri” più grandi: è un malnutrito in “fascia rossa” la più grave.

Stamattina, di nuovo al seguito di Michel il dottore nelle visite al centro sanitario, io e Margherita abbiamo incontrato di nuovo Kisimba. Era buttato su un letto, bollente, fermo salvo un respiro affannoso.

Kisimba ha aspettato regolarmente il suo turno steso su una panca, sulle gambe di altri pazienti in attesa o nelle amorevoli braccia di Flavia (l’autrice di tutte le fotografie), non ha avuto nessuna priorità o facilitazione: qui i casi così non sono infrequenti ed insegnare a rispettare un processo ha un valore importante. Abbiamo saputo qualcosa di più su di lui: la bilancia ci ha detto che pesa 10,5 kg, la visita del dottore ci ha rivelato che ha una broncopolmonite, le analisi delle feci e del sangue hanno indicato che ha la malaria in forma grave, Michel ci ha spiegato che chi l’accompagnava era una volontaria locale che non è chiaro a chi sia affidato il bambino e chi gli faccia seguire i protocolli di cura (per Kisimba del tutto gratis).

Ora non voglio raccontarvi l’ennesimo caso pietoso che fa leva su facili e scontati buoni sentimenti nonché su una buona dose di sensi di colpa che non si sa perché non riusciamo a sciogliere candeggiandoci l’anima.

E’ importante che Kisimba guarisca! Ma non è questo il punto. Perché mentre Kisimba può essere seguito, per quanto attraverso mille limiti e difficoltà, da un medico, un infermiere, una nutrizionista, può fare delle analisi e godersi qualche coccola da persone di buon cuore, ci sono moltissimi suoi simili (di ogni età) che a nulla di tutto questo possono accedere.

Il tema penso che sia costruire speranza e futuro, per Kisimba ed i suoi simili, nei modi che la vita ci offre o che se vogliamo possiamo cercarci. Non vinceremo mai questa sfida del tutto, la sofferenza è parte della vita ma, forse, il risultato è meno importante della dignità dell’impegno.

Neanche oggi ho giocato con Kisimba, l’ho pesato e gli ho misurato la febbre. Vorrei dire cinicamente che la sua sopravvivenza è terribilmente importante, ma prevalentemente come segno di speranza e sollievo per chi l’ha conosciuto e seguito.

Per me e (se mi permettete per voi che leggete), essere e formare persone capaci di promuovere futuro e speranza, a partire dai luoghi dove viviamo e lavoriamo ogni giorno, è importante ancora di più.

PS.    Michel dice che Kisimba, se seguirà il protocollo e le cure, potrà tornare a correre sulla terra rossa del suo villaggio.

PPSS Quando vi parlo del preziosissimo centro sanitario di Kanyaka che migliora e salva la vita di molti, non vi immaginate pavimenti lindi, scaffali ordinati, pareti e camici immacolati, ma stanze battute da polvere rossa, oggetti e medicine disposte alla rinfusa, letti ove a nessuno di noi verrebbe il desiderio di mettersi a sedere.

 Pierfrancesco

Questo articolo ha un commento

  1. Per me e (se mi permettete per voi che leggete), essere e formare persone capaci di promuovere futuro e speranza, a partire dai luoghi dove viviamo e lavoriamo ogni giorno, è importante ancora di più. Scive Pier Francesco e noi amkiani condividiamo in pieno. Uno dei nostri programmi centrali è prorio quello di offrire occasioni di formazioni e conoscenza a giovani e adulti…… .
    Ma questo richiede tanto lavoro e un impegno finanziario notevole!
    Alcuni anche fra di noi si stanno interrogando se in un momento economicamente difficile come questo sia ancora il caso d’investire in questo settore.
    Io ne sono convinto anche se è difficile!
    Fabrizio

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