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Pedagogia Libertaria in R.D.C. e in Guatemala

“ Per ogni bambino che apprende si guadagna un uomo “ – Victor Hugo
La scuola ha preso il via ormai ovunque e presto inizieranno le consuete “assemblee di classe” in cui i genitori conosceranno il programma e le metodologie di insegnamento in uso.
Anche le scuole di AMKA hanno fatto delle scelte pedagogiche ed individuato alcune metodologie didattiche adottate dai maestri congolesi e dai facilitatori guatemaltechi nel pieno rispetto delle tradizioni e delle culture locali.
A partire dal 2009, nelle scuole AMKA in Repubblica Democratica del Congo si insegna seguendo i principi della Scuola Attiva ideata a inizio Novecento dal pedagogista francese Celestin Freinet (1). In Guatemala, sempre a partire dal 2009, AMKA sostiene il progetto di educazione secondaria della “Scuola Popolare” che si ispira all’approccio pedagocico del brasiliano Paulo Freire (2).
Si tratta di due differenti approcci educativi ma che hanno un obiettivo comune: l’educazione come processo di liberazione dove lo studente impara a costruire il proprio futuro e, in ottica più ampia e filosofica, quello del proprio Paese.
Se in Congo la pedagogia attiva di Freinet si integra in quello che è considerato l’Insegnamento Nazionale modificando soltanto le modalità di condurre una lezione, ma non i contenuti della stessa; in Guatemala – al contrario – la Scuola Popolare si pone come vera e propria alternativa all’insegnamento governativo considerato insufficiente ed inadeguato in quanto elitario.
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La Scuola Attiva vuole:
–  Risvegliare l’interesse, il bisogno e la curiosità dello scolaro;
–  Apprendere attraverso l’azione: manipolazione, pratica, esperimenti…
–  Rielaborazione ed astrazione del concetto
Il Ministero dell’Educazione congolese ha riconosciuto e approvato le strutture di AMKA permettendo così agli studenti di vedere formalmente riconosciuto il loro percorso di studi ma la collaborazione con il Provveditorato è andata ben oltre il semplice riconoscimento formale. Lo stile pedagogico, le modifiche sui programmi scolastici e tutte le scelte operate sono state infatti condivise con il personale statale, che ha partecipato alle formazioni promosse da AMKA, ed in questo modo i maestri hanno avuto la possibilità di conoscere e di sperimentare concretamente un “fare scuola diverso”.
Secondo i principi base della pedagogia di Freinet, e attraverso la preziosa collaborazione di volontari esperti, AMKA ha disegnato una scuola a misura di bambino anche nelle sue forme architettoniche, cercando di creare ogni giorno, i presupposti per una crescita e una educazione attive.
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La Scuola Popolare vuole:
–  Promuovere l’educazione in tutte le sue espressioni;
–  Affermare la coscienza critica dello studente;
– Promuovere cambiamenti che portino ad una società libera dallo sfruttamento, dal razzismo e dalla discriminazione.
Attraverso la metodologia di “educazione popolare” si rovescia l’insegnamento tradizionale, inteso come puro trasferimento di nozioni, per un’educazione che cerca di esprimere le potenzialità liberatrici del processo educativo e che permetta agli studenti di crescere con una maggiore consapevolezza. Un processo educativo che pone al centro l’essere umano e la comunità e che formi uomini e donne capaci di diventare protagonisti del cambiamento e di farsi carico dell’organizzazione e della crescita delle comunità dalle quali provengono.
I modelli pedagocici di Freire e Freinet aiutano AMKA nella costruzione di organizzazioni sociali più giuste e più umane e quindi portatrici di libertà e autonomia.
 
(1) http://www.apprendimentocooperativo.it/
(2) http://www.freire.org/

Marcella Mondini

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