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Mamba Mela: una storia di malnutrizione e speranza

Si chiama Mamba Mena, ha 22 mesi e vive nel villaggio di Bela Bela, vicino al Centro di Salute di Kanyaka, insieme alla madre e a sette fratelli. Dal 3 giugno è entrata nel programma dell’UNTA (Unita Nutrizionale Terapeutica Ambulatoriale) di AMKA, poiché affetta da malnutrizione acuta severa senza complicazioni.

Oggi è venuta al Centro di Salute, insieme alla madre, per la quarta ed ultima visita di controllo del mese di luglio e per ricevere il pacchetto nutrizionale integrativo. Purtroppo il monitoraggio del peso e la misurazione del MUAC (circonferenza brachiale) non hanno dato i risultati attesi e la bambina non ha raggiunto i parametri necessari per uscire dal programma di supporto nutrizionale terapeutico (peso di 7,8 Kg., PB 125 mm.) e passare all’UNS (Unita nutrizionale di supporto). Dovrà dunque essere seguita per un altro mese all’UNTA.

L’intervista svolta dalla nostra nutrizionista Karyl alla madre ha fatto emergere come la bambina abbia difficolta a terminare il suo piatto con l’apporto nutrizionale previsto dal programma che consiste in 20 cucchiai al giorno di un impasto di mais, latte in polvere, vitamine, olio di palma e zucchero. Questo succede a causa di problemi di assorbimento del cibo dovuti alla malnutrizione, a causa di questa complicanza il suo peso non aumenta secondo le aspettative. La nutrizionista ha suggerito alla madre di suddividere la razione in 6-7 cucchiai, tre volte al giorno, per facilitare l’assorbimento del cibo.

La storia di Mamba Mena, e di tanti altri bambini che vivono nella provincia di Mabaye, è il riflesso di una condizione famigliare di estrema vulnerabilità socio-economica. Il padre della bambina lavora nella miniera di Mukanga (da cui si estrae un terriccio con cui si fabbricano mattoni per le fondamenta delle case) e guadagna 5 dollari al giorno, insufficienti per provvedere al sostentamento di sette figli, considerando che solo 2,5 kg. di mais, alla base della preparazione della polenta, costano 2.500 franchi congolesi a cui bisogna aggiungere gli altri alimenti di contorno. La madre coltiva un piccolo appezzamento di 50 mq per il mais, ma il raccolto quest’anno è stato scarso, a causa delle piogge insufficienti e del mancato utilizzo di fertilizzanti chimici che non può permettersi di acquistare.

Oltre all’indispensabile intervento di emergenza per curare la malnutrizione che AMKA realizza regolarmente, c’è un evidente e strutturale problema di sicurezza alimentare che pian piano stiamo affrontando per prevenire l’insorgere della malnutrizione attraverso la promozione di piccole attività produttive che aumentino i redditi delle famiglie e l’insegnamento di tecniche agricole più sostenibili finalizzate a migliorare il rendimento dei terreni senza l’utilizzo di costosi fertilizzanti chimici.

La lotta alla malnutrizione è la nostra priorità, insieme ai nostri volontari e sostenitori potremo restituire il futuro ad Mamba Mena e a centinaia di bambini come lei.

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