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Le "frontiere della nutrizione"

AMKA & NSF insieme contro la malnutrizione in Congo

Intervista a Veronica, responsabile del team Nutrizionisti Senza Frontiere

Perché è importante la nutrizione? Come ci spiega Veronica di Nutrizionisti Senza Frontiere “viviamo in una realtà di assurde contraddizioni: lo sviluppo e il benessere dei paesi sviluppati portano allo spreco di cibo, la carenza di risorse dei paesi in via di sviluppo porta alla privazione. In entrambi i casi un’alimentazione inadeguata causa disagi e malattie, e può indebolire l’organismo tanto da condurlo alla morte”.
È iniziato da poco il corso di formazione per studenti ed esperti nel campo della nutrizione, organizzato da AMKA Onlus con la preziosa collaborazione di Nutrizionisti Senza Frontiere. Il progetto, novità assoluta di quest’anno, si presenta ambizioso, proponendosi il raggiungimento di un livello di perfezionamento in alimentazione e nutrizione pediatrica, nonché la conoscenza del contesto sanitario e nutrizionale della Repubblica Democratica del Congo, dove AMKA Onlus è impegnata con progetti di sviluppo integrato fin dal 2001.
I partecipanti nutrizionisti, formati da professionisti di Nutrizionisti Senza Frontiere e di AMKA Onlus, a fine corso intraprenderanno un viaggio nella Repubblica Democratica del Congo della durata di tre settimane, durante le quali saranno coinvolti nell’attività ospedaliera, e nella formazione e sensibilizzazione della popolazione dei villaggi rurali in cui AMKA opera.
Veronica, responsabile del team dei Nutrizionisti, ci parla più approfonditamente di com’è nata quest’iniziativa, delle motivazioni e degli obiettivi prefissati dall’associazione, e del felice incontro con AMKA Onlus che ha permesso questo importante progetto:
Quando avete iniziato con questo progetto e come? Perchè?
L’associazione è nata da un viaggio ad Iringa, in Tanzania, dove siamo stati nel 2012 come volontari dell’associazione l’Africa Chiama di Fano. Siamo partiti con l’idea di aiutare i cooperanti locali a gestire meglio le emergenze di tipo nutrizionale e con l’intento di revisionare i menu del piccolo centro nutrizionale Kipepeo per una migliore riabilitazione dei bambini accolti ed invece siamo tornati con una grande esperienza nel cuore e un ambiziosissimo progetto in mente. Ci sono voluti poi 2 anni per riuscire a rendere concreto questo sogno: siamo infatti attivi da ottobre 2014.
Che tipo di preparazione viene fornita negli incontri di formazione?
La nostra formazione si articola su 2 livelli: il primo è un corso di avvicinamento al volontariato, in cui si presenta l’associazione, tutti i progetti ed i partner ed in cui si trattano temi fondamentali, in vista di un’esperienza di volontariato in Italia o di un possibile viaggio nei PVS, quali il bambino, la comunicazione, il commercio equo, la terapia del sorriso, la comunicazione mediatica… 
Il secondo livello formativo invece è specifico sulla nutrizione pediatrica, in particolare viene trattata l’alimentazione in gravidanza, allattamento e svezzamento, la malnutrizione per eccesso e la malnutrizione per difetto. Inoltre stiamo attivando dei corsi in alimentazione e nutrizione del bambino in condizioni patologiche, quali diabete, malattia cardiaca e problematica oncologica.
Perché è importante avere questo tipo di preparazione?
I corsi sono di fondamentale importanza per aumentare le conoscenze e le competenze del nutrizionista e per far sì che tutti i professionisti lavorino ai progetti dell’associazione utilizzando lo stesso metodo ed il medesimo protocollo di intervento.
Come avete conosciuto Amka e perché l’avete scelta come partner?
Sin dalla stesura dell’atto costitutivo e dello statuto avevamo stabilito che Nutrizionisti Senza Frontiere avrebbe svolto attività e progetti in collaborazione con altre realtà n profit. Abbiamo conosciuto AMKA su internet mentre eravamo alle prese con la ricerca delle associazioni sul territorio nazionale che si occupano di alimentazione e nutrizione nei PVS e ci siamo appassionati alla mission ed ai progetti!
Perchè il tema “nutrizione” è prioritario nei paesi in via di sviluppo?
Viviamo in una realtà di assurde contraddizioni: nel nord del mondo l’industrializzazione ed il “benessere” portano ad enormi sprechi di cibo (1/3 del cibo prodotto in Europa a scopo alimentare viene sprecato), a sovrappeso, obesità e malattie cronico degenerative. Solo in Italia 1/3 dei bambini è in sovrappeso e necessita di un’alimentazione più adeguata a ridurre l’eccesso ponderale. Di contro nei paesi in via di sviluppo 1/3 dei bambini non ha accesso a risorse alimentari ed idriche adeguate in qualità e quantità e di conseguenza muore di stenti e di malattie legate alla malnutrizione ed alla iponutrizione. Sono veramente poche le condizioni in cui la denutrizione uccide in maniera diretta: nell’assoluta preponderanza dei casi la malnutrizione colpisce lentamente e silenziosamente rallentando lo sviluppo fisico e intellettivo del bambino, provocando ritardi permanenti e infine erodendo la capacità dell’organismo di reagire con successo alle infezioni e alle malattie. Trattare la malnutrizione significa quindi salvaguardare la salute e la vita dei bambini.

Video Sicurezza alimentare e malnutrizione in Congo

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