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L'arrivo in Guatemala – Roberto

NUEVO HORIZONTE 8 agosto 2013
Arrivato a Nuevo Horizonte!! Dopo un viaggio di oltre trenta ore, sono finalmente qui, stanco, provato, emozionato, Donatella ci ha appena comunicato che la nostra esperienza inizierà per ognuno di noi in modo inconsueta ma soprattutto inaspettato, i primi tre giorni della nostra permanenza qui li vivremo ognuno in una famiglia di campesinos, e questo mi mette una strana ansia mista a curiosità, come sarà la vita in questa comunità!!
So che prima di essere contadini sono guerriglieri, che hanno lottato, mettendo la propria vita a disposizione per la libertà e contro l’ingiustizia che questo splendido popolo subisce oramai da cinque secoli.
L’impatto, non lo nascondo è traumatico, arrivo dalla comodità della mia casa, che per me non sono comodità, sono normali, è normale aprire il rubinetto e avere l’acqua calda, è normale avere il bagno in casa, è normale avere la macchina, è normale la sera uscire per fare l’aperitivo o quant’altro, scopro subito che la nostra normalità qui non esiste, sono appena arrivato su un pianeta sconosciuto, ho viaggiato e vagato per paesi arretrati e martorizzati da dittature o dilaniati dall’apartheid ma non sono mai entrato così a fondo nella realtà del quotidiano, è come tuffarsi in un lago senza vedere il fondo. Ed è proprio l’opportunità di calarmi così profondamente nella realtà di questa comunità, che mi ha fatto prendere la decisione di fare questa esperienza con Amka.
Conosciamo Rony, il suo nome di battaglia ai tempi della guerriglia, basta guardarlo e capisco che i suoi occhi hanno visto cose che io posso solo immaginare a malapena o al massimo viste al cinema, le sue prime parole mi infondono una emozione e una tristezza infinita, ma anche una speranza e un’energia che pensavo oramai sopita in me, sono in una enclave comunista!!! Il mio sogno giovanile, la Rivoluzione, l’utopia socialista è qui, davanti ai miei occhi, ho i brividi.
L’incontro con la Giunta di Nuevo Horizonte, sebbene avviene nel momento di massima stanchezza mi trasmette i sogni di questa comunità e mi proietta in un mondo che pensavo perduto o al massimo irraggiungibile, invece è qui e mi viene buttato in faccia con dolcezza e determinazione, sono stanco ma ho la forza di vergognarmi, sì di vergognarmi, provo vergogna per come sono normalmente nella mia vita, provo vergogna per l’amore che mi viene offerto senza condizioni e senza chiedere niente se non la disponibilità ad ascoltare le storie e i drammi vissuti da queste persone, le loro speranze e preoccupazioni.
Sono ospite a casa di Miguel Angel, El Gato, due occhi trasparenti che quando ti guardano ti entrano nell’anima, come due lance, che non fanno male, semplicemente ti leggono dentro e io lo avverto, il mio spagnolo è blando e lui non parla italiano, ma ci capiamo subito, siamo companeros, e tra compagni ci si intende. Miguel è addetto al bestiame, qui ognuno svolge un lavoro utile alla comunità , tutti ne hanno uno ben preciso, è necessario affinché sia garantita l’autosufficienza e lo sviluppo dell’intera struttura, come un’isola che non ha collegamenti con la terra ferma, ecco cos’è Nuevo Horizonte, un’isola solitaria senza un porto, non perché non ne vuole, ma perché non ci sono navi che approdano sulle sue coste. Nuevo Horizonte per il Governo è un virus che va isolato, qui le regole tradizionali vengono sovvertite e quindi non va assolutamente diffuso, per questo siamo qui, siamo noi che dobbiamo trasformarci nei portatori di questo virus, per farlo conoscere e portare altra gente qui, a prenderlo.
Sono tre giorni che sono qui, ma già so che quello che sto per vivere cambierà per sempre il mio modo di vedere le cose, ho deciso di aprirmi completamente a questa esperienza, ho abbassato completamente le mie barriere, sono pronto a farmi invadere l’anima da questa gente così dignitosa, orgogliosa del proprio passato, impegnata a lottare per il suo presente e preoccupata per il proprio futuro.
Roberto Cavola

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