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La pietra della collettività

Nelle ultime settimane in Guatemala, grazie alla presenza sul campo di Irene, psicologa esperta in politiche di genere e volontaria di AMKA, abbiamo realizzato una serie di incontri dedicati all’empowerment femminile e alla parità di genere nella comunità de La Pita.

In questa comunità, immersa nel verde della regione del Petèn, alcuni anni fa un gruppo di donne motivate e determinate si è costituito in un collettivo femminile con l’obiettivo di rafforzare la loro capacità di intervenire ed operare per il miglioramento delle condizioni di vita, non solo delle iscritte ma dell’intera comunità.

Durante uno degli incontri realizzati con il collettivo, per salutarci prima dell’appuntamento successivo abbiamo letto una storia che qualche sera prima aveva condiviso con noi un’amica della comunità di Nuevo Horizonte, dove AMKA ha sede in Guatemala.

La storia de “La zuppa di pietra”, che racconta così.

Una mattina di sole, un’anziana donna di nome Margarita arrivò in una piccola comunità, dove notò che tutte le persone che vi abitavano erano tristi e preoccupate. 

“Che succede?” – chiese a un uomo incontrato per strada. L’uomo rispose: “Succede che siamo molto poveri in questa comunità, molte volte non abbiamo nulla da mangiare né da fare.

Questo è il nostro destino e lo accettiamo”.

Margarita continuò a camminare senza riuscire a togliersi dalla testa le parole di quell’uomo, non credeva che fosse possibile rassegnarsi a vivere in povertà. Poi si ricordò che anche lei non aveva sempre creduto che la sua vita potesse essere migliore. Per molto tempo aveva vissuto senza speranza, finché una sera una vicina la invitò a gustare una deliziosa zuppa di pietra.

Decise di fare lo stesso nella comunità in cui era arrivata. Chiese quindi a una donna se poteva preparare nella sua casa una zuppa deliziosa da una pietra poderosa. Nel giro di mezz’ora, la donna e le sue vicine si riunirono per vedere se era vero che l’anziana aveva una pietra con tali poteri. Dopo aver lavato una pietra trovata in giardino, Margarita la mise in una pentola d’acqua e la riscaldò. 

Tutto era pronto. Margarita assaggiò la zuppa davanti alle donne e poi disse: “È deliziosa, ma credo manchi qualcosa. Qualcuno di voi ha del sale in casa?”. Una delle donne rispose di sì e corse a casa a prenderlo. Poi disse: “Di sale è giusta, e anche se ora la zuppa è molto più saporita, manca ancora qualcosa. Qualcuno di voi ha delle erbe aromatiche?”. Un’altra vicina rispose di sì e andò a prenderle. Così, chiese a ogni vicina di aggiungere un ingrediente. Quando la zuppa fu pronta, tutte la mangiarono.

Fu allora che Margarita disse che stavano gustando la zuppa di una potente pietra chiamata collettività e che, proprio come erano riusciti a raccogliere faticosamente gli ingredienti per preparare la zuppa, potevano collaborare per altre cause e ottenere qualsiasi cosa volessero. 

Disse alle vicine che il destino non era scritto, ma che dipendeva dall’atteggiamento e dalle azioni che ognuno di loro faceva personalmente e che tutte insieme facevano come collettivo. In questo modo, Margarita ha trovato il modo di far capire alla comunità in cui era appena arrivata che le cose possono cambiare con il duro lavoro, l’organizzazione e la solidarietà.

Il racconto della storia ha suscitato una forte commozione generale. Avevamo trascorso la mattina realizzando attività sul tema della violenza, approfondendo le diverse tipologie di violenza di genere, confrontandoci su esperienze vissute e condividendo l’importanza di fare rete.

Fu allora che Maira, leader del collettivo, ci ha proposto, per l’incontro seguente, di preparare anche noi una zuppa di pietra.

Ed eccoci alla riunione successiva, chi con la cipolla, chi con le carote, chi con gli spaghetti, chi con il sale, chi con i peperoni, chi con il wiskil. A tagliare tutte insieme le verdure, a scherzare sulla poca manualità di noi volontari e volontarie italiani, a discutere se metterci davvero la pietra dentro alla zuppa, a condividere ricette, storie, silenzi, emozioni. A stare insieme. A farci collettività.

Nella storia della zuppa di pietra e di questi momenti vissuti con il collettivo de La Pita è racchiuso tutto il senso di quello che stiamo cercando di fare con la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi AMKA è donna. Attivare energie, su tre continenti, per favorire percorsi di uguaglianza, autodeterminazione, indipendenza ed empowerment per tutte coloro che ancora troppo spesso sono discriminate o vivono in condizioni di estrema vulnerabilità. Chi con il sale, chi con le verdure, chi con la pasta. Perché è una sfida comune e globale, che solo collettivamente possiamo vincere.

Metti il tuo ingrediente: www.retedeldono.it/it/progetti/amka/amka-è-donna-uguaglianza-e-diritti

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