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Il valore della lingua

La lingua è una risorsa simbolica e comunicativa fondamentale, lo sanno benissimo in America Latina dove nel XVI sec. la Malinche, schiava, concubina ed interprete ufficiale di Hernàn Cortéz, svolse un ruolo fondamentale per la conquista spagnola dell’Impero Azteco in America Centrale. La Malinche fece da guida e da interprete per la conquista del suo popolo ed a partire da quel momento il lento processo di diffusione dello spagnolo come lingua di comunicazione ufficiale ha contribuito alla riduzione del numero di persone estranee al nuovo idioma.
Oggi nel Continente Latinoamericano si parlano diverse varietà di spagnolo, arricchite da termini derivanti dalle centinaia lingue autoctone.
Solo in Guatemala, oltre lo spagnolo, nel 2003 sono state riconosciute dal governo 23 lingue Maya e non Maya, che sono parlate in diverse zone del paese. Le lingue tradizionali sono ancora lo strumento di comunicazione utilizzato dalla maggior parte delle popolazioni indigene ed è quindi la lingua elemento principale che determina l’appartenenza ai vari gruppi Maya. Molti Maya non conoscono nemmeno una parola di spagnolo e coloro che lo parlano lo considerano sempre come seconda lingua.
Le lingue indigene compaiono raramente in forma scritta, così lo spagnolo, lingua coloniale e ufficiale del governo, della chiesa, della scuola e dei mezzi di comunicazione minaccia e mette sotto pressione le altre lingue. Il diverso linguaggio diventa così fonte di disparità fra i cittadini e non parlare lo spagnolo nega il diritto all’accesso pieno alla vita sociale. Il legame tra potere e parola diventa così chiarissimo.
Sono 12 anni che l’UNESCO celebra il 21 febbraio la Giornata Internazionale della Lingua Madre e si adopera in favore della diversità linguistica e il multilinguismo.
La scelta della data è legata alla strage che il 21 febbraio 1952 portò la polizia pakistana (allora il Pakistan comprendeva anche il Bangladesh) ad uccidere diversi studenti bengalesi mentre protestavano a favore del diritto ad utilizzare la propria lingua madre, il bangla, diversa da quella ufficiale dello Stato.
Per la popolazione indigena difendere le proprie lingue ancestrali è diventata un urgenza.
L’Atlante interattivo delle lingue in pericolo d’estinzione dell’UNESCO, evidenzia la lenta estinzione della maggior parte delle lingue delle popolazioni native e di conseguenza delle loro culture, a causa della colonizzazione, occupazione e con l’attuale processo di globalizzazione.
La lingua è il canale di comunicazione primo, attraverso cui si interagisce, si crea identità ma soprattutto è lo strumento di trasmissione che permette di tramandare il passato alle nuove generazioni.
Il diritto ad utilizzare la propria lingua è un elemento da non sottovalutare per evitare che il XXI sec. sia caratterizzato da un altro genocidio, anche se culturale e non violento, nell’Idio-America.

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