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Il Congo e il suo Coltan nelle nostre tasche!

immagine coltan

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Il Congo è uno stato lontano, grande come una buona parte dell’ Europa più industrializzata, pieno di risorse minerarie come rame, tantalite, diamanti, oro e argento, ed è incredibile che questo stato al centro dell’Africa sia uno dei paesi più poveri e sfruttati al mondo.

 

Parleremo in questa scheda di un minerale in particolare, che molti di noi non si accorgono, involontariamente, di avere in tasca tutti i giorni, minerale, questo, che utilizziamo sempre giorno dopo giorno in quantità sempre maggiori.

 

Parleremo del coltan combinazione tra columbite e tantalite a bassa radioattività, necessario per le componentistiche degli accessori ormai fondamentali nella vita di tutte le persone: cellulari, portatili, stampanti, PC, televisori…insomma qualunque oggetto che abbia un chip elettronico.

 

Racconteremo la sua storia, come e perché viene usato, chi ne trae profitto dall’estrazione, chi è diventato schiavo a causa sua, in modo, forse, da essere un minimo più consapevoli quando acquistiamo il nostro cellulare nuovo, e più responsabili nella vita di tutti i giorni.  

 

Repubblica Democratica del Congo:
popolazione 54 milioni di abitanti circa

Risorse :
minerarie – coltan, oro, rame, argento, petrolio, tantalio,niobio,uranio, cobalto,diamanti, legname, manganese, stagno
ambientali – bacino Fiume Congo, foresta pluviale, flora
                  e fauna locale.
agricole – n.p.
industriali – n.p.a

 

 

Coltan :

Coltan (contrazione per columbo-tantalite) è il nome comune e colloquiale usato in Africa (nella regione geografica del Congo) e, talvolta, dall’industria mineraria in Africa per una columbite-tantalite a relativamente alto tenore di tantalio.

Il termine coltan ha ottenuto un particolare riscontro da parte dei mass media per le implicazioni sociali, etiche e politiche che assume, nell’Africa congolese e in Rwanda, l’estrazione e la vendita para-legale e non controllata di columbo-tantalite. Il minerale estratto in questi paesi è usato come una redditizia fonte economica da parte di diversi movimenti di guerriglia e concorre, quindi, indirettamente ad alimentare la guerra civile nella regione del Congo dove si nascondono l’80% delle riserve minerarie mondiali.

 

 

Prezzo del Coltan :

Il suo prezzo varia a seconda della percentuale di Tantalite, nel 1998 il Coltan costava 2 dollari al kg, oggi ne costa 100, ma questo mercato è estremamente instabile ,perché nel 2004 quando la richieste da parte dell’occidente erano tantissime arrivò a costare 600 dollari al kg. Ora il prezzo varia tra i 100 e gli 80 dollari al Kg.

 

 

Cosa è il Coltan :

Dalla raffinazione del coltan che si estrae il tantalio. un elemento metallico (numero atomico 73), assai simile al niobio, scoperto nel 1802 dal chimico svedese Gustav Eckeberg, un materiale che ha caratteristiche utilissime: è pesantissimo (ha peso atomico 180,9: tre volte più pesante del ferro, appena più leggero dell.oro), è assai resistente al calore (ha un punto di fusione elevato: 2996 C°), è inattaccabile da quasi tutti gli acidi a temperatura ambiente ed è un ottimo conduttore. La polvere di tantalio è un elemento indispensabile per fabbricare i condensatori che regolano il flusso di corrente nei circuiti integrati. Condensatori al tantalio si trovano praticamente in ogni computer, in ogni palmare, in ogni telefono cellulare, in ogni playstation.

 

A cosa serve il Coltan :

Dai videogame alle armi nucleari. Grazie alla sua capacità di resistere alle alte temperature e frequenze, il Tantalio – estratto dal Coltan – è diventato un elemento sempre più necessario all’industria elettronica.
Da componente indispensabile per la produzione missilistica e nucleare e per il settore aereospaziale oggi è il “genere di prima necessità” più ricercato dai produttori di telefonia mobile. Cellulari, cerca-persone, personal computer, videogames, ma anche materiali ad uso chirurgico per funzionare hanno bisogno dei microcondensatori al tantalio. I nuovi telefoni sono così piccoli grazie all’utilizzo di alcuni metalli, quali il rame, il nichel, il palladio, l’oro, e il tantalio, che aiutano a ridurre le dimensioni. In particolare, il tantalio utilizzato nella costruzione di condensatori passivi che regolano il voltaggio alle alte temperature, negli ultimi anni è stato un fattore chiave nella riduzione delle dimensioni dei telefoni mobili.

 

 

Per quale motivo il un paese così ricco di materie prime resta il più povero al mondo?

Estrazione e trasporto del Coltan :

La gestione delle miniere è prevalentemente in mano alle milizie armate,  che sfruttano e terrorizzano i civili, in alcune miniere si raggiungono anche 20.000 persone; vi lavorano uomini, donne, bambini, che estraggono a mani nude il materiale radioattivo; altri lavoratori vengono poi sfruttati (per una paga di circa 10 dollari alla settimana) per trasportare i sacchi del materiale estratto (un sacco pesa circa 40-50 kg) anche per 80 km nella foresta un viaggio che dura 2 giorni, il trasportatore prende 25 dollari per ogni viaggio. – il prezzo del coltan a questo punto è di circa 50 cents al kg – Il sacco raggiunge così il “raccoglitore”; il coltan viene poi parzialmente raffinato e imbarcato su aerei che lo esportano illegalmente all’estero (Rwanda, Uganda) oppure direttamente venduto ai compratori stranieri presenti nel paese, un aereo che fa la spola per 4 volte al giorno riesce a portare fino ad 8 tonnellate di coltan, ma la cosa incredibile è la mancanza di controlli come nell’aereoporto di Goma, citta di confine, dove la merce entra illegalmente in Rwuanda, sotto gli occhi dei militari, delle forze dell’ordine e  dei caschi blu dell’ Onu.

 

 

Il coltan come merce di scambio :

Ci sono testimonianze di campi dove il coltan è utilizzato come forma monetaria, ma non solo con il nascere di queste favelas dilaga la delinquenza e nei campi più vasti anche la prostituzione, con la «madama» locale che affittava una capanna e una donna a un minatore per un chilo di coltan al mese ( ma per una ragazza giovane ci voleva un chilo in più) e che poi vendeva pane e cibo a prezzi astronomici in coltan, come anche gli antibiotici contro la gonorrea (27 dollari per ogni cucchiaino di antibiotico in polvere), col risultato curioso, che in fondo alla giungla tropicale vedevi comparire all’improvviso ragazze pittatissime camminare a piedi nudi nella melma con in mano le scarpe con i tacchi alti, a cercare cibo in un villaggio vicino e  soldati ugandesi chiedere ogni giorno la loro parte di coltan (due cucciai da minestra) in cambio di sigarette e una bottiglia di birra.

 

 

La vendita del Coltan

La vendita del Coltan, praticamente monopolio dei guerriglieri della RCD (Rassemblement Congolais pour la Democratie) serve a finanziare il loro stesso esercito; il governo (attuale presidente Kabila) non ha la capacità e le strutture amministrative per governare il territorio così vasto del paese, non riesce a mantenere il controllo e la pace né ad assicurare alla popolazione una vita dignitosa, date le infrastrutture completamente inadeguate; a causa della corruzione imperante la stragrande maggioranza della popolazione non riceve nessun beneficio.
Fulcro insostituibile, la Societé minière des Grands Lacs (Somigl), creata e controllata dal Rassemblement Congolais pour la Democratie (RCD), che amministra il Congo occupato dalle truppe ruandesi. Una percentuale fissa del ricavato dall’esportazione del coltan (ufficialmente, il 10%) viene così direttamente assorbita dai ribelli ruandesi.

 

 

Cosa favorisce lo sfruttamento del Congo ?

– l’attitudine di certi paesi a finanziare la guerra fino ad un certo punto poggiando su risorse proprie, come nel caso dell’Angola;
– l’attitudine di certi Paesi a prelevare risorse dal nemico e a servirsene per condurre una guerra ‘autofinanziata’, come nel caso del Ruanda;
– la propensione di certi governi di mettere a profitto e sviluppare una situazione di guerra per trasferire a beneficio della loro economia nazionale ricchezze prelevate da altri Paesi, come nel caso del Ruanda e dello Zimbabwe;
– l’interesse di privati cittadini ed alcune multinazionali a prolungare la guerra per trarne un beneficio politico, finanziario o altro. E’ il caso dei generali dell’esercito ugandese e dello Zimbabwe, di politici poco raccomandabili (Victor Mpoyo, Gaetan Kakudji, Mwenze Konkolo) nel governo della RDC, anche di personaggi di spicco di grandi società;
– l’attitudine di una delle parti in conflitto a offrire un interessamento (sotto forma di prodotti minerari e sotto altre forme) ai propri alleati e ai suoi soldati, come nella RDC”.

 

I volontari AMKA

Elisa, Adriano e Elisa

Leggi altri approfondimenti sul tema :

Guerra e Coltan

Coltan:la guerra in Congo per i nostri cellulari

Questo articolo ha 10 commenti
  1. Ragazzi, mi piace tanto questo pezzo! Mi ricorda che l’Africa che ci sembra poi così lontana in realtà è più vicina di quanto immaginiamo e il Sud del Mondo è ogni giorno strettamente legato alle nostre vite.Il problema del Coltan ce lo ricorda sempre di più!

  2. Conoscevo già la storia del Coltan che putroppo la solita storia di molti Paesi dell’Africa ricchi di materie prime che per colpa di governi corrotti, multinazionali, signori della guerra, non riescono a sfruttare le loro risorse e a condividere il guadagno con tutta la popolazione.
    La domanda è: cosa si può fare per cambiare questo ordine?
    Purtroppo la globalizzazione ha ingigatito questi problemi, perchè in un mondo dove l’unica legge che si rispetti è quella del mercato, è difficile rimettere le cose al loro posto. Forse è arrivato il momento di dirsi che questo sistema è un totale fallimento e che bisogna rimettere al centro delle nostre esigenze l’uomo nella sua interezza, la sua dignità, il suo bisogno di affermarsi come fautore del proprio futuro. Ma chi è in grado di scardinare un sistema così abberrante? Se mi guardo intorno non vedo nessuno.

    1. Possiamo almeno informare chi è all’oscuro della situazione che riguarda migliaia di esseri umani sfruttati per un pasto al giorno e trattati da schiavi,i quali,con il loro tremendo lavoro,ci rendono possibile l’uso di telefonini,computers ed altri apparecchi di cui ormai nessuno fa a meno.Passare parola può significare svegliare l’attenzione e le coscienze,far arrivare proteste a coloro che possono fare qualcosa,insomma non vivere da struzzi.

  3. noi viviamo con i cellulari… quindi in teoria siamo noi “gli assassini” dei conghesi!!! ma non ci possiamo fare nulla 😀

  4. sono sempre io: anonimo mi sentomolto “pensierosa” per la mia eta 😀 vivo la vita con semplicità e sarebbe meglio evitare tutte queste guerre ma in realtà più che una polvere nera…bhè insomma… è la società d’oggi!!!

  5. Il mare e’ formato da tante gocce……….
    E’ difficile, certo, ma cominciamo ad essere una di quelle gocce……….
    Non serve molto per ora……comunciamo a non cambiare il cellulare ogni 2 anni perche’ ne e’ uscito uno nuovo che “fa piu’ figo…….”.
    Mea culpa, mea culpa, mea culpa………….

  6. Ho letto gli articoli che parlano delle condizioni inumane di uomini,donne e bambini usati come schiavi nelle miniere del Congo per l’estrazione del COLTAN,un minerale utilizzato soprattutto per la fabbricazione di cellulari. Ne sono rimasta sconvolta!Ma cosa fanno i governi dei Paesi cosiddetti civili,oltre che comprare questo minerale? Si può assistere impotenti allo sfruttamento e alla schiavitù nella nostra epoca che chiamiamo era dei “diritti umani”? Quando usiamo i nostri cellulari ed i nostri computers pensiamo almeno a spendere una parola per far conoscere queste iniquità

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