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I paradossi dell'alimentazione

Alcuni giorni fa si è celebrata la giornata mondiale per la sicurezza alimentare, e ancora oggi l’attenzione mediatica al tema è alta.
L’immaginario collettivo pensa alla fame nel mondo e all’accesso al cibo: uomini, donne e soprattutto bambini dai corpi scheletrici, ma parlare di sovranità alimentare e di alimentazione in generale non è solo questo e soprattutto non è qualcosa che non ci riguarda da vicino, che non entra o può entrare nelle nostre case.
Il mondo sembra spaccato a metà: c’è chi ha fame e chi mangia troppo!
Ahimè non è una battuta, ma una realtà del cosiddetto “mondo industrializzato” che sta raggiungendo livelli allarmanti soprattutto in età scolare, e così i pediatri di famiglia distribuiscono alle madri opuscoli informativi sull’obesità infantile, e sulle insidie che nasconde. Eh già perché non è solo un fatto estetico, ma è soprattutto un problema di salute.  I dati pubblicati dal Barilla Food & Nutrition Center sono allarmanti e rappresentano dei veri e propri paradossi: [list type=”list1″]

    • I bambini in età scolare sovrappeso o obesi nel mondo sono 155 milioni (1 su 10), ma allo stesso tempo 148 milioni di bimbi sotto i 5 anni nei Paesi in Via di Sviluppo sono sottopeso. Ciò significa che per la prima volta in 50 anni, le nuove generazioni avranno una minore aspettativa di vita.
    • La 2° causa di malattia a livello mondiale è “l’eccesso di cibo”. Ogni anno nel mondo muoiono 36 milioni di persone per malattie legate all’assenza di cibo e 29 milioni di persone per le conseguenze di un eccesso di nutrizione

Ma i paradossi non finiscono qui!

    • 1 miliardo di persone nel mondo sono malnutrite e non hanno accesso all’acqua
    • I 3 miliardi di animali da allevamento presenti sul pianeta consumano 1/3 della produzione alimentare globale e circa 27,5 mc annui di acqua
    • Il 45% della produzione agricola di mais è destinato alla produzione di etanolo per carburanti (biofuel). Senza considerare poi che le terre destinate a questo tipo di produzioni agricole vengono espropriate ai contadini che non sanno più di che sfamare le proprie famiglie
    • 1/3 della produzione annua mondiale di cibo finisce nella spazzatura, lungo tutta la filiera (dal campo alla taola)[/list]

Ma cosa possiamo fare noi?
E’ evidente che non è la merendina in meno, il rinunciare ad un pasto ecc a risolvere il problema della fame nel mondo, ma penso sia importante non girare la testa dall’altra parte o peggio ancora metterla sotto la sabbia.
Informarsi, porsi domande, porre attenzione alle piccole grandi scelte quotidiane, assumere stili di vita più consapevoli e responsabili non ci costa poi così tanta fatica eppure aiuta il pianeta a stare un po’ meglio e noi tutti uomini e donne di questa terra a stare meglio.
Un’altra azione che ciascuno di noi può compiere nella propria vita di tutti i giorni è quella educativa. Quante volte sentiamo ripetere la frase “sto morendo di fame!” (in realtà l’ultimo spuntino risale a meno di 3 ore di distanza), poi però tutto o quasi ciò che viene proposto “non mi va”, “non mi piace”, ecc? Dobbiamo insegnare ai nostri figli, nipoti, fratelli, alunni … una sana e corretta alimentazione e, perché no, anche un impegno verso tutti quei bambini che davvero “stanno morendo di fame”.

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