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Partorire sul Filo del Rasoio – HIV e Malnutrizione

Emanuela, una nostra volontaria, parla dei progressi, ma anche delle difficoltà, che ogni giorno incontriamo nella clinica di Lumbumbashi.

 
Lunedì eravamo in clinica con Francine, ultimamente ci sta un gran via vai di gente: donne che vengono mandate da altre strutture dove le hanno già fatto il test e trovate sieropositive, donne che vengono mandate da noi dalla maternità dove alla CPN le hanno sensibilizzate e convinte a fare il test HIV, donne che arrivano dal passaparola… ebbene si, perché pare che Lubumbashi sia tanto cambiata. Tanto che farsi depistare non sia più un tabù ma la gente e le donne ormai ci vengono di loro spontanea volontà. Bel successo per il progetto, no?
 
Poi ultimamente hanno deciso che la Clinica Universitaria sarà il punto di riferimento per i bambini con il SIDA. Da 0 a 15 anni vengono mandati qui.
Noi siamo la “porta d’ingresso”, abbiamo anche due medici pediatri che fanno lo stage qui alla PTME e ci aiutano a testare i bambini che arrivano, a visitarli e fargli i controlli periodici per verificare che non abbiano infezioni opportunistiche.
I bambini da 0 a 18 mesi ce li teniamo e li seguiamo noi, quelli più grandi li riferiamo alla zona dove vengono presi in carico e ricevono gli antiretrovirali.
 
Lunedì, nel via vai di gente, donne che venivano a farsi testare, mariti per il counseling, bambini per a visita col pediatra e via dicendo, arriva ad un certo punto una donna, Huguette, che a malapena si reggeva in piedi.
Huguette è arrivata fino alla Clinica immaginate un po’ da dove? Kashamata! Il villaggio che sta sulla Kasumbalesa, prima di Kanyaka! Ha fatto tutta questa strada per arrivare fino alla Clinica Universitaria di Lubumbashi, perché le avevano parlato di noi e perché, dopo 6 trasfusioni che le avevano fatto chissà come e chissà quale medico improvvisato nel suo villaggio, ancora sta malissimo.
E’ in uno stato di malnutrizione gravissima. Le mani ed i piedi gonfi dagli edemi. Macchie e lividi ovunque. Sta all’ottavo mese di gravidanza ma guardandola, la pancia si vede a malapena, io avrei detto un quarto o quinto mese al massimo.
Non si regge in piedi, bisogna portarla in giro con la barella e a malapena riesce a parlare, con un filo di voce, perché le mancano le forze anche per quello.
 
Appena arrivata Francine la visita e le fa il test dell’HIV: positivo. Facciamo il prelievo anche per il CD4 e poi subito viene ospedalizzata per una settima trasfusione.
Oggi sono passata a trovarla, è ancora debolissima e ricoverata qui in clinica. Le hanno fatto un’ecografia e il feto, un maschietto, pare fortunatamente essere ancora vivo ma ha un peso bassissimo: 1,5 kg.
Incrociamo le dita…vi tengo aggiornati!
Emanuela
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