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ECPAT e AMKA insieme per la tutela dell’infanzia in Congo

Da oggi i bambini del Congo possono contare su un nuovo alleato: ECPAT, che con i suoi sostenitori a distanza è parte attiva del grande processo di sviluppo che pone al primo posto il bambino e il suo diritto all’infanzia. 

Ogni bambino ha il diritto di essere bambino. Intorno a questo assunto ruota l’impegno di ECPAT, rete internazionale di organizzazioni, presente in 102 paesi, impegnata nella protezione di bambine e bambini da ogni forma di sfruttamento sessuale: turismo sessuale, prostituzione, pornografia e tratta ai fini dello sfruttamento sessuale, nel mondo e attraverso il WEB.

La tutela dei bambini, la loro protezione e la promozione del loro benessere è il punto che ha fatto incontrare e convergere l’operato di ECPAT e di AMKA.

Dal 2001 AMKA interviene a supporto di comunità socialmente ed economicamente vulnerabili nei paesi del Sud del mondo applicando un modello di sviluppo partecipativo e integrato che pone al centro il bambino e la sua formazione.

A Sud della Repubblica Democratica del Congo, nell’area rurale di Mabaya, migliaia di bambini ogni giorno faticano a vedere riconosciuti i diritti essenziali: il diritto alle cure mediche, l’accesso al cibo e all’acqua potabile, il diritto allo studio e, più in generale, il diritto all’infanzia. In Congo si diventa adulti troppo presto: il lavoro minorile, lo sfruttamento fisico e sessuale delle giovani donne, la povertà educativa e l’abbandono sono i protagonisti indiscussi delle vite dei più piccoli.

AMKA crede fermamente che ogni bambino abbia il diritto di vivere un’infanzia serena e di costruirsi un futuro degno di questo nome. Per questa ragione da vent’anni grazie al programma “Prendimi per mano” le scuole di AMKA sono un rifugio sicuro, un luogo protetto dove più di 1.000 bambini ogni giorno ricevono educazione, formazione professionale, protezione e opportunità per l’espressione dei propri talenti e lo sviluppo delle proprie potenzialità.

Il tempo trascorso a scuola è tempo tolto al lavoro, alle faccende domestiche. Quando sono a scuola i nostri bambini si sentono protetti perché sanno che lì non potrà accadere loro nulla di brutto. Negli ultimi due anni la pandemia ci ha costretti a chiudere le scuole per lunghi periodi, abbiamo faticato tanto a riportare i bambini a scuola e abbiamo notato un aumento notevole di gravidanze precoci. Se vogliamo aiutare davvero i bambini di qui, dobbiamo permettere loro di frequentare la scuola fino alla fine dell’adolescenza.”

Con queste parole di Flavie, responsabile dei progetti di AMKA in Congo, possiamo comprendere quanto sia fondamentale il ruolo degli educatori e della scuola nella protezione dell’infanzia dei bambini dei villaggi di Mabaya.

A supporto del programma Prendimi per Mano si è schierata ECPAT che, a partire dal 2022 ha scelto di garantire un aiuto concreto e costante ai bambini dell’area di Mabaya, convergendo sulle attività di AMKA il proprio programma di sostegno a distanza e sostenendo in questo modo il rafforzamento del ruolo degli educatori e delle organizzazioni della società civile per contrastare in modo sempre più netto e fermo lo sfruttamento minorile.

La pandemia ha aperto una profonda crisi sociale e umanitaria nei paesi più poveri, intensificando e acuendo le minacce che impediscono ai bambini di vivere la loro infanzia” – racconta Vincenzo Curatola, Presidente di ECPAT –  “abbiamo conosciuto AMKA nell’ambito di un programma nato per garantire continuità al pensiero e all’operato dell’Ambasciatore Luca Attanasio, tragicamente ucciso in Congo lo scorso anno durante una visita alle organizzazioni che operano sul territorio. Ci siamo trovati a condividere un percorso e abbiamo notato tanti punti di convergenza nelle nostre modalità operative; per questo ECPAT ha scelto di scendere in campo e di affiancare AMKA per proteggere l’infanzia in uno dei paesi più complessi e vulnerabili al mondo: la Repubblica Democratica del Congo”.

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