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Conoscere per combattere la malnutrizione

Giulia nuova entrata nella famiglia amka come stagista ci racconta il suo primo giorno a Kaniaka per partecipare al progetto di lotta alla malnutrizione:

“Oggi siamo finalmente riusciti a raggiungere il centro di salute di Kaniaka per iniziare il censimento nei villaggi e abbiamo capito che sarà un’impresa difficile: dall’aereo sbirciavo dal finestrino cercando di capire se quelle linee rosse arzigogolate che solcavano il verde della brousse fossero fiumi o strade, arrivata qui ho capito che la differenza è ben poca in questa stagione! Kaniaka però si stende lungo la strada asfaltata, la Kasumbalesa, che scivola giù dritta dritta verso lo Zambia, una striscia di asfalto durissimo che taglia a metà il villaggio di fango morbido e rossiccio.
AMKA è a Kaniaka da tanto tempo (con la scuola, il centro di salute e l’unità nutrizionale) quindi la gente non si è stupita più di tanto e hanno salutato con sorrisi, i più belli sicuramente erano quelli dei tre pupi nati al centro di salute, le mamme erano arrivate di corsa durante la notte precedente e avevano partorito a distanza di un’ora soltanto.
Al centro c’era anche Pierre, un bambino di tre anni gravemente malnutrito appena portato lì dalla madre. Lei era una donna piccola e esile ma con spalle e viso fieri, aveva camminato più di trenta chilometri con Pierre sulle spalle e il fratellino più piccolo, di appena tre settimane, attaccato al petto per arrivare al centro nutrizionale da Bole Bole, dove abitano. La malnutrizione di Pierre lo ha fatto gonfiare tutto e su uno dei piedini la pelle sta iniziando a staccarsi. Al centro però si stavano già prendendo cura di lui e della madre il cui unico bagaglio per quel viaggio così lungo erano i due figli.
Ci siamo preparati per il censimento mettendo sottobraccio bilance e quaderni e ci siamo divisi in squadre: AMKA collabora da sempre con i “relais”, persone che conoscono e sono conosciuti da tutti, utilissimi per comprendere, informare e lavorare al meglio con la popolazione locale. Uno dei relais della nostra squadra era addirittura il capo villaggio quindi un vero VIP! Così si parte e si inizia a pesare e misurare la circonferenza brachiale (detto terra-terra: dell’ avambraccio) dei bambini da 0 a 5 anni, siamo anche alla ricerca degli ex-malnutriti passati per l’Unità AMKA. Alcuni bimbi quando ci vedono si fanno avanti curiosi ma altri scappano urlando e vengono trascinati lì di peso dai fratelli più grandi: hanno paura della puntura! Manu – la responsabile dei progetti in Congo – li chiama in swahili e gli fa vedere che la bilancia è inoffensiva finchè quelli con un’aria poco convinta provano ad appoggiarci un piede.
La cosa fantastica è pesare i bimbi più piccoli: si cerca un ramo resistente, si aggancia la bilancia per bebè, si imbraca il piccolo e lo si appende come un salame e si controlla il peso mentre lui dondola tranquillo! Oggi siamo stati fortunati, ci sono capitati solo neonati cicciotti e tranquilli mentre l’altra equipe si è imbattuta in ben due casi di malnutrizione acuta, tra cui una bimba di 6 mesi di appena 5 kili.
La giornata passa in fretta e siamo riusciti a fare solo metà villaggio, si riprende domani “salvo imprevisti”, ma con gli imprevisti iniziano in Africa tutte le storie.
Giulia Boni

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