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Come cambiano i parametri in Congo: c'è metro e metro.

Racconto di una prospettiva diversa: I volontari raccontano come la prospettiva delle cose può cambiare a seconda del contesto e le difficoltà e i mezzi condizionano anche le cose più comuni della vita quotidiana.

l Metro è la distanza rappresentato dal “campione di platino iridio conservato nell’istituto di scienze e misure di Sevres a Parigi”, così (più o meno) cominciava il primo capitolo del testo universitario di Fisica I. Il metro è l’archetipo che si estende dalla tecnica al lato umano della vita: si dice “metro di giudizio”, nessuno si sognerebbe di esprimere il giudizio in chili o in litri.
Mi piace pensare che il metro sia l’unità di misura per antonomasia perchè la prima fondamentale difficoltà da superare per l’uomo nella sopravvivenza è la distanza; per arrivare a prendere del cibo, a rifornirsi d’acqua, per sfuggire ad una minaccia.
Ma un metro è sempre tale? Se guardiamo allo spostamento del corpo, penso che un metro sia sempre un metro perché (salvo sfortunate eccezioni) ogni uomo è in grado di muovere un passo. Se invece cominciamo a sommare metri su metri il discorso cambia del tutto, il valore del metro “moltiplicato” dipende dal mezzo di trasporto dalla superficie sulla quale ci si sposta, dall’energia disponibile.
Percorrere “metri” nel Congo è un concetto diverso. Quasi nessuno ha mezzi a motore, le strade asfaltate sono poche le altre sono cosparse di buche, quando piove è facile restare bloccati per ore (o per giorni). In città ci si può anche spostare in autobus collettivi (pulmini giapponesi scassati) ove ci si ammonticchia gli uni sugli altri. Per attenuare la tirannia della distanza si usa la bici, per il trasporto familiare, come mezzo di trasporto di oggetti di uso comune (materassi matrimoniali, sedie, quattro anche sei taniche d’acqua da 20 litri) come  veicolo di trasporto commerciale in particolare di carbone di cui se ne caricano fino a 4 gerle che formano sul portapacchi una specie di enorme ruota nera come penne di pavone. Queste bici avanzano sui saliscendi dello stradone che viene in città, il peso è tale che sia in salita che in discesa il trasportatore lascia i pedali e spinge o trattiene il suo mezzo: su e giù ogni giorno, incarnazione di Sisifo in africa.
Un metro è ancora più lungo per la grande maggioranza che si sposta a piedi, per andare a scuola, per andare nei campi, per andare al centro sanitario (camminare qualche ora con la febbre per andare dal dottore oppure per andare a ritirare un preservativo sono esercizi di complessità a noi ignota). Camminare è un dovere ed una maledizione, se dici che ti piace farlo ti ridono dietro.
Questa semplice parabola del “metro” introduce l’enorme problema delle infrastrutture inesistenti, ma più che altro è metafora di come anche parametri semplici e precisi possano avere significati ed implicazioni diversi.
Per provare a capire questo paese (e poi per proporre sviluppo) bisogna sforzarsi di osservare ed ascoltare con la disponibilità mentale a ridefinire, se necessario, le unità di misura. Bisogna essere in grado di lavorare per incontrarsi perché il nostro metro vede e condanna un’Africa lenta, svogliata, trasandata, corrotta, ignorante e magari non vede eleganza, disponibilità, sensibilità, solidarietà di cui è molto ricca.
Forse perché in occidente (come a Sevres, Parigi) pensiamo di custodire i campioni di tutte le unità di misura stiamo costruendo un mondo che distribuisce assieme ricchezza (concentrata) e disperazione (diffusa)?
Quindi senza demagogia e con pazienza, quali unità di misura dobbiamo provare a cambiare?

 Pierfrancesco

Questo articolo ha un commento

  1. Percorrere metri in Congo e’ un concetto diverso. Sintesi perfetta di una tragedia quotidiana. Spesso si dice che la popolazione Africana è pigra è stanca non si impegna. Ma già spostarsi di villaggio in villaggio è un impresa! In uno dei miei viaggi in Congo parlai con una persona che avevo visto fermo nello stesso punto per un paio di ore. Gli chiesi : Ma cosa fai feermo qui da tanta tempo? Lui ma io per arrivare qui ho camminato 4 ore, mi sto riposando per riprendere le forze e arrivare in città entro questa sera!

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