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Per la prima volta Amka si occupa di sensibilizzazione dell’HIV nei villaggi

Fipango è stato scelto come primo villaggio a causa dei numerosi casi di sieropositivi segnalati dal nostro centro di salute a Kanyaka, L’alto tasso di sieropositività a Fipango è probabilimente dovuto alla presenza di una miniera che favorisce il passaggio di molta gente e di conseguenza rapporti più a rischio.
Già durante il viaggio in jeep tra volontari e staff si discute della delicatezza del tema da affrontare.
Arrivati al villaggio veniamo accolti dal relais che ci fa accomodare sotto una confortevole paillotte. Appena tutto il villaggio si riunisce e Francine può finalmemte presentarci, gli abitanti diretti da un bell’uomo in tuta d lavoro blu, ci dedicano un tradizionale e commovente canto d’accoglienza.
Francine attira l’attenzione dei presenti coinvolgendoli in un’iniziale dibattito su cosa sia il virus dell’HIV, sulle modalità di trasmissione e le sue conseguenze. Una volta sfatati i tanti miti e credenze dovuti alla disinformazione, l’attenzione si concentra sulle modalità di prevenzione.
E’ a questo punto che pur non conoscendo lo swahili, ci rendiamo conto del diverso approccio alle tematiche sessuali rispetto alla cultura europea. Infatti Francine, con molta disinvoltura, mostra preservativi femminili e maschili; l’iniziale reazione è di divertimento fra le donne, che si lanciano sguardi complici, e di imbarazzo fra gli uomini, tanto da portarne uno ad abbandonare la posizione. Terminata la spiegazione sull’uso dei contraccettivi, iniziano a sorgere i primi dubbi fra le donne e i “superstiti” (uomini), che senza alcun imbarazzo e inibizione, avanzano domande e raccontano le proprie abitudini sessuali.
Conclusa la sensibilizzazione, Francine invita i partecipanti a sottoporsi al test istantaneo dell’HIV. Improvvisiamo quindi un ambulatorio dietro la jeep, sufficientemente lontanto dalla paiotte. Proviamo in questo modo a mantenere anonimo il risultato di ogni singola persona, visto il rischio di discriminazione che solitamente colpisce i sieropositivi, soprattutto se donne.
Man mano che le persone si siedono di fronte a Francine, per effettuare il prelievo, inizia a percepirsi il timore che l’HIV possa essere realtà. L’ilarità e spensieratezza che avevamo notato durante la sensibilizzazione si trasforma ora in paura e insicurezza, tanto che molte donne, dopo aver ricevuto l’esito negativo, tirano un evidente sospiro di sollievo. La mglie del relais accenna addirittura un passo di danza!
E’ evidente la maggiore partecipazione di donne e anziani rispetto agli uomini più giovani, per i quali AMKA dovrà trovare una nuova strategia di incoraggiamento.
Su 35 persone che hanno accettato di sottoporsi al test, solo una donna è risultata positiva. Bernadette ha 24 anni e durante la sensibilizzazione si è dimosrata estroversa e molto vivace. Quando le è stato comunicato il risultato l’espressione del suo volto è decisamente cambiata. Francine, tranquilizzandola, le propone a questo punto di seguire l’iter curativo previsto da Amka.
L’AIDS è un argomento di cui noi volontari abbiamo spesso sentito parlare, ma oggi ci sembra di averlo toccato con mano. Scossi e arrichiti dall’intensità di questa giornata, risaliamo in jeep, con un profondo coinvolgimento emotivo e una visione più aperta e diretta di questa malattia.

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