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Allarme Ebola in Congo ( RDC) non resta che raccogliere le forze.

I disastri non sono finiti, così come le violenze. La Rep. Dem. del Congo continua a subire incessanti tragedie. Stiamo parlando della zona nord- orientale del Paese, che ormai  ha dimenticato cosa significhi , pace, costruzione e libertà; da anni infatti le popolazioni di questi luoghi vivono il flagello del conflitto. Armi , soldati , criminalità e la forza che ogni giorno è necessaria per vivere, sono di casa e sembrano aver trovato una soglia di “normalità “-  impensabile da trovare alla ratio umana –
In questi luoghi da poche settimane è comparsa anche un’altra grave minaccia, che come sottolinea OMS è indispensabile gestire e controllare, la febbre emorragica dell’ Ebola. Inaspettata o meno , proveniente dall’ Uganda come dicono alcuni , il problema riguarda uomini e donne congolesi poiché i casi di morte accertati salgono in questi giorni a 16 o forse 31 il dato non è chiaro, né alla stampa nè ai medici locali e alle autorità.
Il numero atroce associato a questa malattia, di cui molti di noi hanno scordato le poche e labili conoscenze, rappresenta solo i casi accertati quindi i corpi recuperati ed analizzati, ciò ovviamente  non esclude la presenza di un’ epidemia in espansione.
La gravità del fenomeno non solo è individuabile nei mezzi di stampa nei quali compare sempre più frequente la notizia, quanto nelle parole del rappresentante OMS, Eugene Kabambi che invita a trattare con estrema serietà il fenomeno e confessa che la situazione non sembra essere sotto controllo.
Le difficoltà per controllare e gestire la situazione sono davvero innumerevoli se si pensa ai rischi che il territorio corre ogni giorno a causa dei signori della guerra, il commercio e l’estrazione illegale delle materie prime mentre l’ impervia foresta nasconde tutto questo.
Folle ironia proprio le foreste sono state nel passato l’incubatore ideale per il virus dell’ Ebola perché  tra il verde dell’ex- Zaire, attuale Rep. Dem. del Congo, venne individuato il primo ceppo di questo virus   chiamato appunto “ebola” per via del fiume che attraversa l’intero Paese.
Dal 1976 lo stesso virus, ora torna ad affliggere la stessa popolazione già in ginocchio. Il governo assicura che verranno presi provvedimenti; in attesa, al popolo congolese non resta che raccogliere ancora le forze e seguire le indicazioni delle organizzazioni internazionali specializzate per evitare il contagio.

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