Odore di caffè e voci di donne del Guatemala: la testimonianza di Rosita

Odore di caffè e voci di donne del Guatemala: la testimonianza di Rosita

Rosita Giove è una delle volontarie che ha scelto di partire con AMKA per vivere un’esperienza di solidarietà e condivisione in Guatemala, abbinando questo viaggio alla stesura della tesi di laurea. Nelle montagne di Huehuetenango, nella regione del Petatán, Rosita ha lavorato a stretto contatto con le donne coinvolte nel progetto di produzione del caffè Doña Lucero, un’iniziativa che sostiene il lavoro femminile e la crescita comunitaria attraverso la cooperativa IX AXOL.

Il racconto dell’esperienza di Rosita in Guatemala

Queste sono le parole di Rosita, che raccontano emozioni, incontri e scoperte vissute durante il suo percorso di volontariato.

Non era la mia prima volta in Guatemala. Eppure, ogni ingresso in un nuovo territorio porta con sé la sensazione di esplorare un mondo sconosciuto, fatto di dettagli da osservare e di legami da costruire. Così è stato arrivando a Petatán, tra le montagne di Huehuetenango: un paesaggio che subito mi ha fatto sentire a casa, con le cime che si affacciano maestose e che ogni giorno accompagnavano il mio sguardo.

La prima cosa che mi ha colpita è stata l’accoglienza. Le persone hanno aperto le porte delle loro case con una naturalezza disarmante. C’era sempre qualcuno pronto a offrire una sedia, un caffè, una domanda curiosa. Quel senso di comunità, di appartenenza condivisa, è diventato la cornice di tutte le giornate trascorse a Petatán.

L’odore di caffè, sempre presente, era il filo che univa le conversazioni e i silenzi. Un profumo intenso che accompagnava le interviste della mia ricerca, i momenti di scambio e le pause tra un’attività e l’altra. Il caffè non era soltanto una bevanda, ma un simbolo: il frutto del lavoro costante delle famiglie, della loro relazione con la terra, della loro capacità di trasformare fatica in orgoglio.

Il mio lavoro di tesi mi ha portata a conoscere da vicino la cooperativa IX AXOL, un percorso in costruzione, guidato soprattutto da donne. Con loro ho condiviso spazi di dialogo e di riflessione, cercando di comprendere come si costruisce l’empowerment femminile in contesti rurali. Attraverso talleres partecipativi, interviste e momenti collettivi, ho potuto osservare come le donne si muovono tra sfide quotidiane e nuove possibilità: dal diritto alla terra, alla partecipazione nei processi organizzativi, fino alla ricerca di tempo personale da dedicare a sé stesse.

Ogni incontro è stato una scoperta. Le donne della cooperativa raccontavano con fierezza il proprio lavoro, ma anche con lucidità le barriere che ancora incontrano. Nei loro racconti ho ritrovato concetti che nei libri appaiono spesso astratti ma che lì, tra le montagne del Petatán, prendevano la forma di voci concrete, di storie vissute.

E io, nel mio piccolo, mi sono sentita parte di questo intreccio. Ricerca e vita quotidiana si sono mescolate: lo stupore dell’esplorazione di luoghi nuovi, il calore dell’accoglienza, la forza del lavoro comunitario. Ogni giorno aggiungeva un tassello a una comprensione più profonda, non solo del Guatemala, ma anche del senso stesso di appartenere a un territorio e a una comunità.

Forse è questo il regalo più grande che mi porto a casa: la certezza che ogni volta che si torna in Guatemala si ritrova qualcosa di familiare e allo stesso tempo qualcosa di nuovo. Un luogo che accoglie, sorprende, interroga — e che continua a insegnarmi quanto potente possa essere la sintonia tra persone, territorio e sogni condivisi.

Fai anche tu un’esperienza di volontariato in Guatemala

Se anche tu vuoi vivere un’esperienza di volontariato internazionale come quella di Rosita, puoi candidarti al prossimo percorso di formazione che partirà a marzo 2026.

Puoi informarti sul nostro programma e inviare la tua candidatura dalla pagina del nostro sito dedicata al volontariato internazionale.