Giulia è una giovane e appassionata nutrizionista. Conosce molto bene il tema della malnutrizione, ha trascorso diversi mesi in Africa, occupandosi di bambini affetti da malnutrizione cronica e acuta.
Abbiamo fatto alcune domande a Giulia, per cercare di approfondire cosa c’è dietro la parola malnutrizione e cosa significa lottare contro questo mostro.
Giulia, puoi spiegarci cosa si intende per malnutrizione e quali sono le conseguenze di questa patologia?
La malnutrizione non è solo una questione di cibo! Lo stato nutrizionale dei bambini dipende da più fattori: cibo, salute e cure adeguate. La malnutrizione è causata da una dieta inadeguata che non fornisce le necessarie calorie, proteine, vitamine e minerali per la crescita. Inoltre può essere causata dall’incapacità di assorbire adeguatamente i nutrienti a causa della presenza di malattie quali: diarrea,
morbillo e parassiti intestinali. Le cause sono riconducibili in primo luogo allo stato di povertà, alla carenza dei servizi sanitari e di assistenza medica, ai quali si associano anche fattori ambientali e sociali come siccità, alluvioni, migrazioni forzate e conflitti che determinano periodi di forte emergenza. Un altro elemento da prendere in considerazione è il debole tasso di scolarizzazione – in particolare femminile – che causa una persistenza di abitudini alimentari scorrette. Tutti questi fattori caratterizzano questa condizione insieme alle continue gravidanze e alla presenza di famiglie numerose. La malnutrizione è una emergenza invisibile. Un individuo denutrito soffre in silenzio; per un osservatore distratto, molte persone non mostrano alcun segno esteriore della gravità della loro condizione. Colpisce lentamente e silenziosamente, rallentando lo sviluppo fisico e intellettivo del bambino, provocando ritardi permanenti e infine erodendo la capacità dell’organismo di reagire con successo alle infezioni e alle malattie. La fame cronica aumenta la vulnerabilità alle malattie e causa una sensazione di debolezza e di apatia, riducendo la capacità intellettive. Nei bambini soprattutto le carenze vitaminiche e minerali provocano arresto della crescita, cecità e compromettono lo sviluppo mentale.
Quali sono i soggetti più vulnerabili rispetto alla malnutrizione?
A differenza di quello che si potrebbe pensare la malnutrizione non colpisce solo i bambini, anzi tra i soggetti più vulnerabili ci sono anche le donne in gravidanza. Il più delle volte una dieta standardizzata può risultare insufficiente, non considerando le richieste energetiche individuali. Ciò va ad influenzare non solo il loro stato di salute ma anche quello del nascituro. È importante tenere a mente che una donna in gravidanza che parte da una condizione di sottopeso avrà bisogno di un apporto nutrizionale maggiore, infatti, se partiamo già da una condizione di sottopeso lo stato nutrizionale della donna in gravidanza tenderà a peggiorare se la richiesta energetica non verrà soddisfatta.
Il rischio è che si instauri un pericoloso circolo vizioso tra madre e figlio che vede aumentare le probabilità di complicanze durante il parto e l’incidenza di malnutrizione del neonato.
Nell’area di Mabaya, in Congo, è in corso una emergenza sul piano nutrizionale. La nostra Unità Nutrizionale Terapeutica sta accogliendo un numero di bambini molto elevato. All’origine del problema vi è una crisi climatica. Puoi spiegarci in che modo i cambiamenti climatici stanno incidendo sulla salute nutrizionale delle persone?
I cambiamenti climatici stanno portando ad un aumento della frequenza e dell’intensità di inondazioni e tempeste che determinano una distruzione dei raccolti, oltre a lunghi periodi di siccità che rallentano la produzione agricola. Questi eventi incidono notevolmente sull’insicurezza alimentare in cui vivono le comunità rurali della zona di Mabaya. Una scarsa disponibilità di prodotti alimentari e la loro bassa qualità producono vere e proprie crisi alimentari e nutrizionali, comportando un aumento dei casi di malnutrizione infantile acuta. Tutti questi fattori, connessi ad una riduzione dell’accesso agli alimenti di base accrescono la presenza di malattie infettive trasmissibili.
Puoi dirci qual è, a tuo avviso, l’approccio che andrebbe applicato per combattere in modo efficace la malnutrizione?
A parer mio l’approccio ideale per affrontare questo “mostro” che chiamiamo malnutrizione, deve andare ad agire su tutti i fattori che la determinano. Mi spiego: come ho precedentemente illustrato, la malnutrizione infantile non è determinata solamente da una mancanza di cibo, ma anche da una scarsa qualità dei nutrienti e da fattori socio-economici non meno importanti. Puntare sull’educazione alimentare, sulla coscienza, soprattutto delle donne, sui rischi che comporta la malnutrizione e sulla qualità degli alimenti, potrebbe essere la carta vincente! Questo approccio è esattamente quello che Amka si impegna a fare giorno per giorno in Congo, grazie ad un intervento duraturo e sostenibile che punta ad avere benefici a lungo termine. Attraverso l’utilizzo di risorse alimentari locali accessibili a tutti e ad interventi di sensibilizzazione e prevenzione che coinvolgono tutta la comunità. Inoltre attualmente il programma di assistenza non è rivolto solo ai bambini ma anche alle donne in gravidanza. Questo tipo di intervento ha l’obiettivo di sostenere le donne in attesa in primo luogo dal punto di vista nutrizionale ed in secondo luogo lavorando sull’importanza della consultazione prenatale e post-natale. Il momento dopo il parto è essenziale per ridurre il rischio di insorgenza della malnutrizione nel neonato. E’ essenziale eseguire l’allattamento esclusivo al seno almeno per i primi 6 mesi di vita del bambino ed un adeguato svezzamento che ne garantiscono uno sviluppo ed una crescita sana.
