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La mafia che brilla

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diamanti congo

Un paese con un potenziale di esportazione nel settore diamantifero di 600 milioni di dollari annui ho ospitato la più sanguinosa guerra dell’ultimo cinquantennio. E’ povero,dannato e distrutto.

Questo paese è la Repubblica Democratica del Congo e la sua storia è una storia di sfruttamento. Uno sfruttamento che non può essere sepolto dal silenzio,ma che dovrà uscire fuori,prima o poi. Sciacallaggio da multinazionali,immoralità del lusso e disumano egoismo del Nord del mondo hanno partecipato  al persistere di una crisi così apparentemente lontana. Conflitti che si sono susseguiti a colpi di stupri,persone seppellite vive,bambini soldato e,dall’altra parte,gioielli,telefonini ultrapiatti e denaro:tanto sporco denaro.

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Nel 1994 un milione di profughi ruandesi entrano in Congo (allora Zaire),nel 1997 dopo una guerra,il ribelle Kabila,con il sostegno di Uganda e Ruanda,si proclama capo dello stato,mettendo fine all’era di Mobutu. Quella di Mobutu fu una dittatura durata 32 anni,instauratosi a capo del paese poco prima della dichiarazione d’indipendenza,aveva fatto imprigionare ed assassinare Lumumba- forse il più importante politologo della storia del Congo – perché comunista  e malvisto dagli Stati Uniti. Nel’98 scoppia una ribellione contro lo stesso Kabila. In suo aiuto intervengono Angola,Namibia e Zimbabwe,mentre Ruanda,Burundi e Uganda questa volta si schierano contro il capo congolese. Dopo meditazioni e morti,già tante morti,tra le quali quella di Kabila,si arriva al 2000,anno in cui finalmente interviene l’ONU,inviando 5537 soldati. E anno in cui si scoperchia la prima porzione di scandalo nostrano legato ai  diamanti.
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…Si tratta di diamanti…una delle risorse più importanti dell’Africa centro-meridionale…

COSA SONO I DIAMANTI?
Il diamante è una delle tante forme in cui può presentarsi il carbonio,è costituito da un reticolo cristallino di atomi di carbonio disposti secondo una precisa struttura,si può presentare in colori e forme varie.
Chi trova questa pietre preziose intraprende,spesso a propria insaputa una sfida con la sorte,poichè dietro ad ogni diamante disposto in una delle nostre vetrine,ci sono storie di persone che inconsapevolmente danno vita ad una mafia che brilla in un percorso lungo che attraversa tutta l’Africa fino ad arrivare nelle nostre vetrine…
Sono migliaia i congolesi,ma come loro altre migliaia di africani che in generale lasciano case e villaggi per cercare la “fortuna” oltreconfine,soprattutto nelle regioni settentrionali dell’Angola,dove troviamo i maggiori giacimenti di diamanti. L’Angola è stata una colonia del Portogallo e raggiunse l’indipendenza nel 1975. In seguito fu interessata da una guerra civile tra le fazioni Movimento Popolare per la Liberazione dell’Angola e Unione Nazionale per l’Indipendenza Totale dell’Angola. Durante questa guerra i diamanti vennero trafficati da gruppi di ribelli per finanziare il conflitto e cosi è stato per anni…

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Il lungo cammino del traffico di diamanti comincia con la testardaggine di chi abbandona le proprie famiglie senza un soldo ma con un solo obiettivo,tornare a casa con le tasche piene di diamanti. Una volta andati via dai villaggi i destini sono molteplici:c’è chi si fa sottopagare ma assumere da imprenditori locali e chi è costretto a sotterfugi clandestini e chi fa ricerche in proprio per poi tenere con sé tutto il ricavato. Ai margini del percorso di quest’ultimi si annidano i rischi e le incognite dell’illegalità. Le leggi internazionali e angolane regolano l’estrazione dei diamanti e proibiscono a chi non ha un’autorizzazione statale di appropriarsi delle gemme preziose e men che meno di portarle fuori dal paese per venderle. Dopo decine di km sempre i stessi minatori clandestini devono vendersela ai doganieri angolani corrotti e senza scrupoli che come spesso accade nelle località di frontiera africane,li sottopongono a un trattamento duro e crudele,mani irrispettose frugano nelle borse,tra gli indumenti,nelle suole delle scarpe,sui corpi,per arranfare qualsiasi cosa abbia un minimo valore.I Garimperios,cosi chiamati i minatori clandestini,sono costretti ad attese snervanti,mirate a farli rivelare dove si trovano i diamanti nascosti. Poi minacciati dalle guardie armate,devono svestirsi e subire una lunga serie di violenze ed abusi ,intimidazioni e percosse a cui seguono perquisizioni anali e vaginali. Chi è riuscito a passare la frontiera testimonia di aver visto stupri di gruppo contro donne povere,malnutrite e indifese.

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…Nel maggio del 2000 i paesi produttori di diamanti si incontrarono a Kimberley, in Sudafrica per stabilire un sistema per contrastare il mercato illegale e assicurare ai compratori di diamanti la provenienza lecita delle pietre acquistate. Il 19 luglio 2000 il World Diamond Congress adottò una risoluzione per rafforzare la capacità dell’industria di bloccare le vendite di diamanti illegali. La risoluzione chiedeva un sistema internazionale di certificazione per l’esportazione e l’importazione di diamanti, l’adeguamento della legislazione di tutti i paesi per accettare solo confezioni di pietre con sigilli ufficiali, permette l’incriminazione dei paesi che trafficano illegalmente e istituire un bando da tutte le borse dei diamanti della World Federation of Diamond Bourses di chiunque commerci illegalmente diamanti.Il 17 e 18 gennaio 2001 l’industria costituì il World Diamond Council. Questo organismo è stato creato per ideare un processo in grado di certificare la provenienza lecita di tutti i diamanti grezzi.Dopo l’approvazione delle Nazioni Unite il 13 marzo 2002, a novembre, dopo due anni di negoziati tra governi, produttori di diamanti e organizzazioni non governative venne creato il Kimberley Process Certification Scheme…

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Alcune critiche indicano che il problema dei diamanti di sangue è una guerra tra produttori di diamanti. Innanzitutto, quando i ribelli o i militari di origine africana tentano di controllare alcune miniere di diamanti (cosa che non viene accettata dai monopolisti del mercato), i diamanti fuori dal controllo di queste compagnie vengono dichiarati diamanti di sangue. In secondo luogo, i critici pensano che vengono acquistati maggiori quantità di armamenti dalla vendita di petrolio che dalla vendita di diamanti. Altre sostanze vengono commerciate con le stesse modalità e gli stessi scopi dei diamanti illegali, come la cassiterite, la Columbite-tantalite e l’oro. In terzo luogo alcuni critici pensano che il Clean Diamond Trade Act e il Kimberley Process sono semplicemente strumenti per mantenere il monopolio dei produttori mondiali di queste pietre, invece che impedire l’acquisto di armi o migliorare le condizioni dei lavoratori delle miniere.

Federica Ottaviani

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