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Scialla! Generazioni a confronto in Congo

Giulia (nome di fantasia?) fende come di consueto l’aria costringendo lo spazio a rimodellarsi intorno a se, ci fa attraversare vicoli cadenti e polverosi ed irrompe nello sgarrupato cortile di una casupola dove sotto una tettoia ci accolgono tre divani sbudellati ed i vertici delle tre cooperative di artigiani che lavorano la Malachite che si chiamano Libertà, Forza e Pensiero. Creano monili, oggetti da tavolo, sculture in questa pietra verde ricca di striature sorprendenti, in rudimentali “paleolitiche” catene di montaggio impiantate in cortili in cui circolano bambini polli, piatti da lavare, commercianti e curiosi, immerse nel rumore e nella polvere che qui si fa verde o grigia quando si mescola al suolo rosso.
Rappresentano una specie di elite culturale ed artistica, per quanto ormai in decadenza. Amka ha avviato con loro un progetto di commercio equo-solidale che non è solo cercare un mercato di sbocco in Italia ma formazione ai rudimenti dei principi d’impresa.
Ad esempio il meccanismo di formazione del prezzo (activity based cost!!!) è stato lentamente trasmesso e talora compreso. Non avendo però polmone finanziario di alcun genere è possibile che a sera, dovendo comunque rimediare da mangiare, l’artigiano vada al mercato e venda anche al di sotto della solo materia prima ciò che ha prodotto (insomma per quanto basso il capitale circolante non è sostenibile!). I problemi sono molteplici, manca elettricità, assorbita dalla vicina miniera che da quando è stata acquistata dagli efficienti cinesi ha moltiplicato le ore di funzionamento ed aumentato l’export della pietra verso la Cina con deciso incremento dei prezzi. Unirsi, ragionare, trovare strade per far emergere le proprie ragioni, comprendere meglio i meccanismi economici di base, ricercare nuovi sbocchi commerciali sono contributi di sviluppo sostenibile diffusi da Amka attraverso un’infinita pazienza e la lenta costruzione  di una solida credibilità.
Poi Giulia, come un tornado cui noi trotterelliamo dietro, “investe” il mercato dei manufatti tanto ordinato quanto privo di clienti; lei è rispettata ma anche temuta per come demolisce i prezzi richiesti lasciando i mercanti senza parole.
Giulia è in questi mesi la rappresentante di Amka Italia sul terreno, responsabile di ciò che noi facciamo e della nostra incolumità. 26 anni, al settimo di lavoro estivo in Congo, metà amazzone e metà carroarmato, sprizza energia creativa che però misteriosamente sfocia sovente anche in pensiero organizzato con efficacia.
La generazione “Scialla” (neologismo giovanile romano, in rapida espansione geografica, che vuol dire qualcosa tipo “stai tranquillo non ti preoccupare”…almeno credo) è prevalente nel team a Lubumbashi: non solo la capo ma Giorgia (20 anni faccia angelica, taglia XXS ma sveglia e capace di giocare a tutto campo senza timore), Margherita  (20 anni, delicata ma decisa, tosta, ordinata attenta e solare), Andrea (28 anni pratico infaticabile e generoso ingegnere aerospaziale che costruisce motori d’aereo a Parigi) e Flavia (27 anni posata ma grintosa che si è costruita un ardito percorso di vita come fotografa). Nello spazio/tempo “siderale” tra gli “Scialla” e noi vecchi (io e Max, 45 anni) naviga tranquilla un po’ misteriosa ed unica “milanese”, Marta 32 anni.
In questo contesto africano, che di fatto azzera curriculum ed esperienza e ci lascia interagire armati solo delle nostre capacità più profonde, queste due “generazioni”  operano ad armi pari. E loro, gli “Scialla” sono maledettamente, stupendamente in gamba e capaci di slanci, energia e talora di dolcezza sognante che perforano la nostra buccia e toccano dentro! Persone che l’altro ieri, nell’altro emisfero, dall’alto della mia “esperienza, professionalità e posizione”, avrei ascoltato con supponenza, oggi collaborano con me fianco a fianco. Fin qui sono dovuto venire per interiorizzare la forza della generazione dei miei figli, la cui carica quando (ormai raramente) entrano nelle aziende in cui lavoriamo, lasciamo appassire in una infinita trafila che ne fa sfiorire il potenziale.
Quindi che ne faremo delle migliaia di Giulia che ci girano intorno? Direttori Generali (visione africana)? Precari (visione italiana)? Oppure riusciremo insieme a inventare percorsi di valorizzazione di queste preziose capacità (visione strategica)?

Questo articolo ha un commento

  1. …..Nello sgarrupato cortile di una casupola dove sotto una tettoia ci accolgono tre divani sbudellati ed i vertici delle tre cooperative di artigiani che lavorano la Malachite che si chiamano Libertà, Forza e Pensiero. ….. Leggendo questo articolo il pensiero vola a Papà Hilaire storico membro dell’equipe Amka Katanga che purtroppo ci ha lasciati a Natale 2011. Ci ha lasciato un vuoto affettivo che ognuno di noi sta faticosamente gestendo e un vuoto lavorativo. Quest’ultimo grazie ala lavoro di Giulia, Valeria, Emanuela, Desiré e tutta l’equipe stiamo cercando di riorganizzare il lavoro per assicurare il sostegno agli artigiani di queste cooperative.
    Ci manchi Papà Hilaire……..

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